Scrivo cose, faccio boh

Adoro quando metto dei titoli accattivanti che la gente li possa vedere e dire “madonna che titolo di merda, sta cosa non mi attira per nulla, non mi viene proprio voglia di leggerlo, però fammi vedere cosa diavolo potrebbe dire uno con un titolo così idiota”.

Poi legge e capisce di aver ragione, ma intanto TAAAC una visualizzazione l’ha data… e magari sotto sotto un po’ s’è innamorata, anche se è convinta (a ragione) di aver perso tempo.

E ritorna.. ma anche no.. perchè chi volete che si ricordi tutti i blog in cui si va a leggere, sempre che si faccia ancora, senza una notifica attua a ricordarci che c’è qualcosa di nuovo?

Tanto Google Reader è morto…
Un Twit? Ce lo si perde..
Una notifica? E che è? un instant messenger?

Fuochino…

Alla fine, tu che stai leggendo, hai capito cosa volessi dire?
Della perdita di tempo?
Della fidelizzazione?
Del cazzo che me ne frega?!

NIENTE di tutto questo!
(no, beh, forse della vastità del CCMF un pochino si)

Solo dire che oltre al Twitter, qualche mio delirio osceno comparirà anche sul Telegram.

Così… senza motivo…  tanto per dire.

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ITALIA: Land of “Finalmente anche noi abbiamo il nostro hashtag social-sociale”

FORSE anche noi abbiamo la nostra social “primavera araba”.

No, non stiamo per innescare una rivolta armata, ma finalmente anche in italia c’è un tag che sta unendo tutto e tutti (quasi, perchè al momento in cui sto scrivendo, di alte sfere politiche, non ne ho viste usare l’hashtag di cui andremo a parlare a breve).

#Messinasenzacqua è il # che da ieri si è fatto largo, praticamente in tutte le TimeLine (TL) del twitter di chiunque (o quasi).

Il fatto è grave: Messina è da 6 giorni senz’acqua.

Non è mio compito o volontà entrare nei meriti socio-politici-metereologici-territoriali-etc della questione, ma di certo che se ne faccia eco sui social, e che i giornali rilancino la cosa, è fondamentale per puntare più di un faro sulla questione.

Guardo un attimo ad altro, ad un aspetto che forse non molti hanno notato, ma che i giornali stanno già cavalcando a modo loro.

FINALMENTE ANCHE NOI ITALIANI ABBIAMO IL NOSTRO HASHTAG DI LOTTA SOCIALE.

Sono ANNI che aspettavamo di “unirci” come popolo, su un tema importante, che risvegliasse le coscienze e potesse fare veramente qualcosa.

Anni fa ci abbiamo provato con #ItalianRevolution, per copiare la #SpanishRevolution in atto proprio quei giorni che portò in strada milioni di spagnoli in tutte le città, a far sentire la voce del popolo contro il loro governo a causa della crisi economica che stava iniziando a colpire l’europa.
La riprova la possiamo avere con articoli dell’epoca.
PECCATO PERÒ che, essendo una mera copia e non essendoci quel sentimentalismo nazional-popolare che ci accomuna, mentre a Madrid scesero in 18 Milioni, in Italia, a Roma, si riunirono scarse poche centinaia…. le altre città manco le contarono.
Anzi penso che chi andò in piazza, capendo di essere quattro gatti sparuti, fecero pure finta di non vedersi.
È altresì vero che guardando ora il tag spagnolo ha perso il suo senso di “lotta” e viene usato per ogni futilità, ma direi che la cosa sia fisiologica.
Oltretutto ricordiamoci che la #SpanishRevolution nacque sull’onda di quanto stava succedendo a New York, a Zuccotti Park.

Per fare un riassunto:

L’America ha avuto #OccupyWallStreet, con i suoi sit-in, i suoi gesti con le mani, la reazione della polizia, il suo parco Zuccotti (io parchi son fondamentali, come vedremo).
Oltretutto, questo ha creato anche la moda di dire “Occupy ogni cosa” screditando anche l’intento “rivoluzionario” della cosa, ma un po’ ci hanno pensato i media a screditarlo, un po’ si sono screditati da soli.
(consiglio di guardare la seconda stagione di The Newsroom, in cui si parla -anche- proprio di come la notizia sia montata e poi sgonfiata da un punto di vista giornalistico)

La Spagna, la #SpanishRevolution

La Turchia, #GeziPark.
E qui un capitolo si potrebbe aprire a parte, di come (già per l’egitto in precedenza), lo strumento social sia diventato VERAMENTE uno strumento di rivoluzione portando gente a mettere in atto vere e proprie rimostranze contro il proprio governo fino a sfociare a lotte “fisiche” e non solo “non violente”.
In Egitto son riusciti a far cadere un governo, in Turchia no, ma l’hanno messo seriamente in difficoltà.
La polizia in Turchia è intervenuta duramente con le armi.
I governi (sia egiziano che turco) hanno chiuso i ponti telefonici per “abbattere” l’internet ed evitare che la gente riuscisse a comunicare.
Qui si che son riusciti a fare una RIVOLUZIONE.

Non dimentichiamo la Francia, col suo #JeSuisCharlie, per i fatti accaduti nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdoo.
Ma qui è stato tanto rivoluzionario (ha portato in poche ore centinaia di migliaia di persone in piazza a Parigi), ma da un punto di vista italico (e intendo, di come sia stato usato in italia), si può notare anche leggendo i più recenti twit come sia stato usato solo “schierarsi per moda”, un mero modo per apparire.

Se ce ne siano stati altri, non me ne vengono in mente, ma questi sono “temporalmente” quelli più famosi che hanno monopolizzato internet per mesi, nelle varie stagioni, degli ultimi 3/4 anni.

E arriviamo al più recente, e tutto nostro, #Messinasenzacqua.

Come ho detto più su, già in giornali ne hanno iniziato a parlare, di come la rete si fosse mobilitata, ma il loro punto di vista era (come al solito ormai) non sul caso in se, ma sul fatto che stesse diventando un trending topic.
Come a dire “non so di cosa si parli, ma se ne parla tutto l’internet è notizia e noi diciamo che ne parla l’internet”.
Ma vabbè, non staremo qui a far le pulci sulla cosa, perchè l’importante è che la notizia abbia cassa di risonanza.
Per una volta il fine giustifica il (pessimo) mezzo.

Oltretutto prima ho detto che non abbiamo un vero spirito nazional-popolare che ci unisca, e forse ho sbagliato, perchè per tutta domenica e pure lunedì, con eco a martedì, TUTTA L’ITALIA ERA SCHIERATA CON VALENTINO ROSSI, per il suo “scontro” con Marquez durante la gara, l’appoggio dello spagnolo, la ginocchiata dell’italiano, la penalizzazione, bla bla bla…..
Comunque, per 3 giorni abbondanti #IoStoConVale è stato l’ hashtag che reso l’Italia una nazione unita.
Politici, da ogni schieramento, attori, cantanti, giornalisti, (notare che non ho usato la parola artisti, perchè non ce ne sono), gente dello sport, dello spettacolo, imbianchini, giornalai, tramvieri, spazzini, piccioni.. insomma TUTTI.. a favore, sull’internet, di Valentino Rossi.

Non succedeva dai mondiali, credo.

Ma ora c’è il caso di Messina, un caso che tocca le persone da vicino, che tocca i bisogni basilari VERI della gente.
Qualcosa che sembra finalmente unirci in qualcosa di importante.

L’hashtag che l’Italia finalmente aspettava per dire ANCHE NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA PARTENDO DAI SOCIAL.

Ho solo una paura: che la cosa si sgonfi troppo presto e passi di moda, prima di ottenere dei risultati veri.
Come ci son stati nelle altre nazioni, con gli altri hashtag.

Whos-afraid-of-twitter


Anche Steek scrive cose di fantasia

A parte i miei sempre inutilmente ed orribilmente osceni titoli che non attirerebbero nemmeno un cieco che ha sbagliato a leggere in braille, devo ammettere che quanto dice il titolo è la pura, vera ed inquietante verità.

PREMESSA: la colpa è tutta di Aura Conte, scrittrice pubblicata, che ha avuto la malsana idea di tirarmi in mezzo all’idea di una “scrittura collettiva” di un racconto collettivo a tema horror sul sito 20Lines.
LINES… all’inglese.. come LINEE… che lo so che avete subito pensato a “lines” come assorbenti, che io non sono icaro e le ali non le ho.

Comunque, funziona così: Aura ha scritto il primo pezzo, l’incipt, del racconto “LA FORESTA” (cliccate e leggete, non siate timidi) e poi gente si accoda scrivere come va avanti la storia.
A me è toccata la terza parte  (ma solo perchè Gina mi ha battuto sul tempo obbligandomi a rifare quella che era la mia seconda parte).

MA ORA VIENE IL BELLO: come il titolo stesso del sito, il pezzo di racconto da pubblicare deve essere lungo massimo 20 linee, cosa che non avevo MINIMAMENTE preso in considerazione, lasciando quindi allo stato brado la mia immaginazione, e scrivendone praticamente il DOPPIO.
Ovviamente ho dovuto sfrondare un sacco di cose (a mio modestissimo parere) fighissime che avrebbero aiutato, chi sarebbe arrivato dopo di me, a visualizzare meglio gli avvenimenti.

OLTRETUTTO quel sito barbino di 20Lines ha deciso che gli sto sulle palle (lo so, non è l’unico, ma almeno lui l’ha dichiarato) impedendomi di pubblicare a mio nome e l’ha dovuto fare la paziente Aura che penso che abbia la sacrosanta voglia di darmi un pugno, ma che con grande dolcezza ha detto di preferire la versione lunga a quella corta e sfrondata obbligati a pubblicare.

ECCO PERCHE’ ora, io, qui, per voi, miei amati hutzini (dehehiho), pubblicherò io mio pezzo di racconto in tutta la sua limitata magnificenza.

PERCHE’ NESSUNO METTE STEEK IN UN ANGOLO.

Consiglio: per capire bene, leggetevi le prime due parti, QUI.

Dovevo essere svenuta di nuovo perché mi risvegliai appesa a testa in giù, per le caviglie. Come una preda.
Come una fottutissima preda.
A CHE GIOCO STAVAMO GIOCANDO.
Ero terrorizzata e questo terrore mi bloccava; oltretutto sentivo qualcosa scivolarmi in faccia, qualcosa di liquido.
Dischiusi appena le labbra e con la punta della lingua sentii subito quell’inconfondibile sensazione metallica che solo il sangue sa dare.
Non che sia una vampira che beve sangue abitualmente ma, hey, chi non si è mai morso un labbro in vita sua.

Il cuore mi batteva sempre più forte.
“Come diavolo ci sono arrivata qui? Chi era quel maledetto bambino? Da dove arriva questo dannato sangue” la mia mente continuava a domandarsi come in un loop infinito, e con le poche energie che mi sentivo, provai ad alzare la testa per capire l’origine del sangue.

Come avevo fatto a farmi questa ferita sul fianco?
Sembrava profonda ma curata, o per lo meno non stava più sanguinando ma era chiaramente fresca.
Avrebbe dovuto farmi male, ma niente. Come fosse stata anestetizzata.
“CHI DIAVOLO MI HA CURATO?!
COME CAZZO CI SONO ARRIVATA QUI?!” era il pensiero che più mi terrorizzava.

Maledizione.
Ci mancava che iniziasse a piovere; lo diceva Aigor di “Frankestein Jr” che sarebbe potuto andare peggio, ma non pensavo potesse aver ragione.
Almeno la pioggia iniziò ad attenuare quell’odore nauseabondo.
Il freddo diventò insopportabile, ma tutta quella tensione non riusciva nemmeno a farmi tremare.
Muovendo lo sguardo, nonostante fossi al contrario, finalmente capii cosa stesse puzzando così forte e vidi una carcassa di quello che sembrava essere un cervo mezzo mangiato e putrefatto.
Sicuramente da degli animali.
Spero.
“Dio mio, come l’hanno sembrato male” a stento trattenni un conato.

Di nuovo. QUEL RUMORE.

Mi bloccai, fingendomi svenuta, tentando ogni tanto di aprire gli occhi, ma la vista era offuscata dal sangue e dall’acqua che mi colavano sopra.

Sembrava essere una figura umana, eretta, anche se accovacciandosi sul cadavere del cervo inizio a sembrare più un orso.
Sentii il rumore di ossa rotte e carne lacerata e strappata da morsi.
Un orso, sicuro, ma un orso come avrebbe potuto legarmi così.
E poi, improvvisamente, una voce roca: “Lo so che sei sveglia”.

 


Signs? È No.

Non risponde? È No.
Vedremo/Vediamo? È No.
Ti chiama solo se ha bisogno? È No.
Non siete mai soli? È No.
Non risponde dopo il primo messaggio? È No.
Ti dice che deve mettersi a dieta quando lo/la inviti a bere e/o mangiare? È No.
Risponde solo e non scrive mai per primo? È No. (di @chiusaperferie)
Usa il cellulare continuamente quando uscite? È No. (di @chiusaperferie)
Ti racconta appena ti conosce la sua sofferenza per il suo ultimo amore? È No. (di @chiusaperferie)
Ti/lo/la invita/i fuori ma per un motivo o per l’altro non c’è? È No.
Siete amici? È No.
Non c’è comunicazione verbale? È No.
“Oh ma sentiamoci”. È No.

È No? È No.
What else? È No.

(potrei anche continuare.. ma mi sono rotto.. se ne avete anche voi, metteteli nei commenti.)

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Chi


Algoritmi Polizieschi

Siamo un po’ tutti malati di Serie TV, e ci accaniamo a seguirne quelle 20/30 contemporaneamente, di vario genere, che finiamo per credere che scene di una son successe in un altro telefilm e viceversa.

Ma non con i polizieschi.

Siano essi a sfondo serio, o medico, o romantico o con 2 botte qui e la tanto per far vedere qualche sisa che male non fa mai ed il pubblico è contento, hanno tutti un minimo comune denominatore.

“CHE AMMAZZANO QUALCUNO?” direte voi, miei giovani e frettolosi lettori (imparate ad ascoltare prima di interrompere, che se no vi stacco quei nasini e ve li infilo nelle orecchie).
Si, è vero, ammazzano sempre qualcuno, altrimenti che cippa di poliziesco sarebbe senza un morto?
PERO’ è anche vero che si possa desumere l’assassino già all’inizio di ogni puntata.

E NO, non perchè voi siate dei geni tali che vi assumerebbero i RIS di Parma per diventare dei loro collaboratori esterni (cosa che comunque succede solo in TV, quindi mettetevi l’anima in pace), o perchè, come faceva Rete4 con gli spot del Tenente Colombo, faceva capire tutto subito, ma solo perchè la dinamica è sempre quella.

DINAMICA DI UN POLIZIESCO AMMERIGANO.

Inizia la puntata.. bla bla bla.. continuità.. bla bla bla.. TOH UN OMICIDIO.. bla bla bla.. si parla con la moglie/amico/collega al di sopra di ogni sospetto.. bla bla bla.. altri 200 sospettati per sviare.. storia.. bla bla bla… EPIFANIA… L’assassino è quella persona quasi insignificante ma che oramai abbiamo dimenticato nel flow della storia.
OH WOW.. COLPO DI SCENA!
Ok, è vero, è divertente anche capire come ci sia arrivi a sta scoperta, però è anche vero che al 5° utilizzo di questo escamotage, il tutto langue, e a parte giocare a capire se l’assassino è il primo o il secondo o il terzo inquadrato, si estrapola solo la storiella filo-rosso per sapere come andrà avanti la storia d’amore dei nostri eroi.

Alle volte poi ce la fanno ancora più facile!
Rispunta quel viso noto, che tu hai visto in qualche altro telefilm o film, ormai nel dimenticatoio, brutalmente invecchiato, ma che tra una ruga e una puntura di botox, tu riconosci.
E non è una GUEST STAR nel senso di “MINCHIA GUARDA CHI C’E’ E CHE PARTE RICORRENTE GLI HANNO DATO”, no, è proprio una apparizione fugace, solo per quell’episodio e tanti saluti.
E 9 su 10 o è l’assassino o il chiave di volta per risolvere il caso e giustificare la sua ricomparsa almeno una o altre 2 volte.

Poi magari sto dicendo una marea di stronzate e voi avete altre teorie, che magari siete più nerd di me nel vedere le serie tv o forse ve ne sbattete e basta o magari nello scrivere questo mi sento acuto e come chiederebbe Tyler Durden:

  • Tyler: E le dà soddisfazione?
    Protagonista: Cosa?
    Tyler: Essere acuto.
    Protagonista: Tanta.
    Tyler: Continui pure allora… continui pure.
  • [Sull’aereo, seduto sul sedile lato finestrino, dovendosi alzare]
    Ora una questione d’etichetta: mentre passo le do il culo o il pacco? (Tyler)

CIAO.

PS: se pensi che non ci sia un finale in questo posto, sappi che è così. Sei stato acuto anche tu.. ti da soddisfazione?



Hai presente quel film in cui la gente si mette inutilmente a scopare, dopo aver ammazzato 335 persone?

LUI, un ragazzo della periferia di una qualunque città americana, che potrebbe anche essere Salt Lake City o Detroit, ma perchè farlo in una città del genere quando si può ambientarlo a New York o Los Angeles che tanto non vengono MAI sfruttate nei film?
E già partiamo con una novità, innovazioni che PA PA PA..

Insomma, LUI è uno spiantato che si arrabatta, che vive alla giornata, ma che dico alle 12h.
Non ha un soldo, non ha un lavoro, e di quando in quando fa anche furtarelli, MA ha una macchina e vive da solo.
Certo, cose di un fatiscente totale, però è indipendente. (god bless america)

LUI ha l’occasione della sua vita: viene avvicinato da un tizio losco, della banda dei “sarcazzo-col-nome-italiota-o-proto-slavo-che-tanto-qui-gli-stereotipi-si-sprecano”, che lo prende immotivatamente in simpatia mentre tentava di fregargli la macchina, esattamente come lui faceva da ragazzino e gli si stringe il cuore.
Perchè lo sappiamo, i criminali, nei film, sono di due tipi:
O cattivi, senza scrupoli e senza sentimenti,
O buoni, senza scrupoli e con tutti i sentimenti di questo mondo che manco ad essere in “Tutti insieme appassionatamente”, però (again) senza scrupoli.
Insomma, sto tizio prende LUI, lo ripulisce, gli da uno stile e lo introduce nella banda.

Inizia la sua sfolgorante carriera di criminale, velocemente viene notato dal CAPO che lo prende sotto la sua ala protettiva, questo nel giro di pochi mesi, quando dentro c’è quel tipico personaggio rachitico e sfigatello, che da 20 anni cerca di farne una buona ma senza essere considerato di pezza e ce la farà solo quando verrà beccato dal capo perchè ha fregato una scatoletta di tonno, e si sa “bisogna dare il buon esempio” e farà a fare alla gavetta il lavoro sporco.

LUI, con la giacca di pelle, la catena d’oro al collo ed i capelli impiastricciati di qualcosa che manco “tutti pazzi per mary” e rigorosamente pettinati all’indietro.
LUI, che ora può camminare a testa alta per il quartiere e a cui tutte le donne fanno il filo perchè è entrato nella banda, e se le fa di gran gusto
Ma LUI non è uno che si accontenta, o meglio, non più.
No, lui nota la PUPA DEL BOSS, quella inarrivabile, quella che non può avere, e (ma che strano) LEI nota lui, ma fa finta di niente.
IL BOSS sente già le corna, ma la scena dopo se ne sono già tutti dimenticati.

Perchè il GRANDE COLPO sta per compiersi.
20 anni di crimine del menga, e l’occasione giusta si presenta solo quando LUI entra nella banda. MA GUARDA TE IL CASO.
Viene tutto organizzato, programmato, LUI sarà accanto al BOSS, durante tutta l’azione.
E’ il momento più importante di tutto il film, io al posto suo me la starei facendo addosso, facendo testamento anche non avendo niente e ritroverei la fede che non ho mai avuto facendomi tutti i sacramenti in cinque minuti, ma LUI no..
LUI è un duro..
LUI mezz’ora prima del colpo ha il tempo di andare dalla tipa del BOSS e farsela in tutte le salse, come lei ha mai vissuto prima d’ora, ovviamente una mezz’ora da tre ore.

(E fin qui, LA NOIA PIU’ TOTALE, ma persino a raccontarlo è noioso, figuratevi a vederlo, ma qualcosa ti tiene incollato alla sedia)

IMMEDIATAMENTE dopo il coito arriva la chiamata: Tutto è pronto, si va.

LUI si veste e la guarda come fosse la donna della sua vita, ovviamente, e lei ricambia dicendogli quel “stai attento” e lui rispondendo “non ti preoccupare, piccola” che se lo facessi veramente con la tua donna le avresti provocato una prosciugamento tale che già l’avrebbero già contattata quelli della Parigi-Dakar come location desertica per la prossima edizione.

LUI va, dal BOSS, che abbraccia come un padre, e si buttano nella mischia.
PIM PUM PAM BANG SBAM BOOM non si capisce un ciufolo di quello quello che succede e chi spara a chi ma tutti sparano, ovunque, verso chiunque, ovviamente muoiono tutti quelli della banda che manco sapevi che fossero nella banda, perchè nel locale hai visto solo 10 persone che ti è stata presentata come “ecco la banda al completo” ma ora si sono decuplicati, ma chissenefrega, muoiono tutti, sbirri, criminali, e viene colpito quello che ti aveva reclutato, che nel mentre era diventato il tuo migliore amico, un fratello, ma si erano dimenticati di raccontartelo durante il film, anzi, tu spettatore ti eri persino dimenticato di chi l’avesse reclutato, ma chissenefrega, perchè è il PATHOS che conta.
Viene colpito, è in fin di vita, ha proprio l’ultimo alito di vita, e fa un fottuto monologo di mezz’ora, mentre tutti sparano, che manco fosse la terza guerra mondiale, nella quale si sono infilati anche quelli di altri film che sti cazzi l’importante è sparare, e pare che sopra di loro ci sia una bolla inespugnabile perchè nessuno li colpisce e rimangano illesi, perchè ti deve dire che SA.
SA CHE TI INFORCHI LA DONNA DEL BOSS.
E LO SA ANCHE IL BOSS.
Che tu mo vedi se per una bombata devi starti a preoccupare, che però, è il grande amore della tua vita, e come non può esserlo visto che è la donna del BOSS.
E LUI capisce.. capisce che tutto quel colpo è solo per farlo fuori, LUI che 6 mesi prima non era nessuno, che avrebbero potuto farlo fuori in 1000 maniere silenziose come hanno fatto con tutti gli altri.
MA NO, non sarebbe stato d’effetto, e allora BOOM SBAM BRANG, meglio così.
E arriva la RESA DEI CONTI.

E qui Sergio Leone vorrebbe rivoltarsi nella tomba perchè gli rubano tutte le sue inquadrature, ma no, il regista ha già detto che UN OMAGGIO, che è la frase più del cazzo quando non hai idee e freghi quelle degli altri.

LA RESA DEI CONTI.. LUI guarda il BOSS.
Il BOSS guarda LUI.
Provettili che svolazzano ovunque, tranne su di loro, corpi a terra morti, e sangue ovunque, sangue anche su di loro che ti verrebbe naturale doverti preoccupare se magari qualcuno fosse infetto e tu hai il suo sangue persino in bocca, ma NO.
E’ il momento finale.. e tanto uno dei due deve morire.

LEI compare sulla soglia del luogo di sto bordello, loro la vedono, poi si riguardano ed iniziano a spararsi.
10, 100, infiniti colpi che ti chiedi “ma quanto cazzo è grande il caricatore di quelle pistole?”, ma.. COLPO DI SCENA..
LEI spara al BOSS.. dritto al cuore.. AD OCCHI CHIUSI MA LO PRENDE AL CUORE che tu dici “ma che cazzo, manco se ci provassi 123941341 volte ci riuscire” e il BOSS inizia a barcollare.. barcolla.. ma non m..cade.
Due ore e un quarto di barcollo mentre intanto sarebbero dovuto arrivare l’esercito a fermare il tutto ma niente, nessuno ha sentito niente.
Il BOSS guarda LEI con gli occhi pieni di “perchè” e dalla bocca gli esce solo un “ti avevo dato tutto, stupida puttana” (tipica frase da punto di morte, no?) e crolla.

LEI corre incontro a LUI, non c’è più nessuno vivo, ma lo abbraccia, e lo bacia, ovunque, praticamente il sangue di non si sa chi le finisce in bocca ma mica si preoccupano, no.. iniziano ad avere questa ardente passione in mezzo ai cadaveri.

Fine.

Che ovviamente se una cosa del genere l’avesse scritta Tarantino sarebbe una figata totale nonostante il più assoluto non sense, ma l’ha fatto il regista giovane, promessa del domani, con cast della madonna, e quando finisci di vederlo cerchi di trovare una scusa per giustificare il tempo che hai perso, ma l’unica cosa che ti viene da dire è “Beh, dai, il BEST BOY GRIP ha fatto un lavoro davvero eccellente”


Hai presente quel film in cui la gente si mette inutilmente a ballare?

LEI, la ragazza di buona famiglia con la passione del ballo ma inespressa perché la famiglia la vuole dottoressa.
LUI un ballerino tutto muscoli e con un cervello di gallina ma ha una vita da pezzente sfigato con le peggio tragedie della vita, dal padre scappato alla madre morta, passando per il fratello tossico, tutte riunite in un solo individuo tanto che gli amici lo soprannominano “parafulmine di sfiga”.

S’incontrano.. è un colpo di fulmine, e infatti lei cade e si storta una caviglia.
Lui l’aiuta a rialzarsi e giorno dopo giorno le insegna che deve tenere duro nella vita e che il ballo può risolvere ogni male del mondo.
Lei gli dice che è solo una storta, ma lui ormai è in berserk e la spinge e riprovare a rimettersi in piedi… anche se ormai sono passate 3 settimane e lei ha pure vinto la maratona di New York.. CHE NON PUO’ MOLLARE COSI’ LA DANZA..

LEI ha capito di essere tra le mani di un pazzo, ma se ne innamora, irragionevolmente, perchè è così, intelligente ma con quella idiozia che solo una sceneggiatura di merda potrebbe mai mettere in un film altrettanto di merda.

Lei sente la passione della danza che le sale, sarebbe ormone, ma il divieto dei cineasti di buttarla sul sesso per attirare al cinema anche la fascia d’età 6-10 anni, fa in modo che si sfoghino solo con piroette e volteggi, creando così nuove generazioni di persone che si inscriveranno alle varie scuole così che i giornali possano intitolare “BOOM DI BALLERINI” per poi mollare uno o due anni dopo in preda al fervore di qualche altra boiata di moda.

La famiglia di lei è contraria, la osteggia, la blocca, ma lei scappa e scappa da lui, rifiutando anche le avances di quel bonazzo dalla faccia idiota e pettinato come un ken degli anni 80, e col conto in banca a 9 zeri.
MA lei non è superficiale, vivrà di danza, col pazzo sfigato.
Sotto un ponte, ma ballando.

Fin quando non incontreranno un gruppo di quattro ragazzi vestiti di bianco, in bratelle, con cappelli neri e maschere che brandendo bastoni fischiesttano “I’M SINGING IN THE RAIN”…

Ma questa è un’altra storia..


Ho sicuramente le mie cose e faccio sogni con trame da FoxLife

L’ho appena raccontato sul Twitter che devo avere le mie cose e ho dato uno spoiler succulento di quello che è stato il sogno dell’altra notte.
Non che ve ne possa fregare una ceppa de quello che sogno, o di che mangio per sognare ste cose, o peggio, di quello che potrebbe essermi accaduto.
Quindi, tralasciando l’immenso STI CAZZI che aleggia in questo post, e sperando che FoxLife mi perdoni per averla tirata in mezzo,  ma veramente qui si sfiora una trama alla Shonda Rhimes, torniamo all’onirismo indotto dalle mia ovaie fantasma:

Deluso ennesimamente da una donna conosco la figlia dell’Amministratore (qui ancora c’è da capire se sia Amministratore Delegato o di Condominio.. ma a memoria direi più il secondo); non è una bellissima ragazza, ma nemmeno una su cui tatueresti sulla fronte “Ideal Standard”.
No, è una ragazza di media bellezza, in cui si riesce ad intravvedere del buono, e con sempre il sorriso stampato in faccia; ma uno di quei sorrisi che, in fondo allo sguardo, nasconde la mestizia e l’amarezza di una vita da rifiutata.
Non è dato sapere cosa succeda dopo l’incontro (magari poi, con gli sceneggiatori di SKY, quando mi compreranno il format, allungheremo il brodo) ma c’è un cambio scena in cui ci si ritrova ad un matrimonio.
In una sala coperta ma col giardino. (ricordiamoci che è un sogno, quindi i cambi location son più folli di una telenovela brasiliana. Anche per la stessa scena)
Lei sorride felice, nel suo abito bianco, come per chi ce l’avesse finalmente fatta.
Io sorrido felice, nel mio abito bianco (?!?), come per chi l’av.. WAIT.. com’è che sono anche io in bianco? Ok, uno smoking, ma sempre bianco! Ah già.. l’ha chiesto “papà” che ci ha regalato la casa.
(e già sto sogno, inizia a diventare troppo realistico per i miei gusti)
I sorrisi sembrano sinceri, puri, veramente felici di chi finalmente ha raggiungo il coronamento di un sogno tanto desiderato.
Poi inizia ad insinuarsi un pensiero: “CHE DIAVOLO STO FACENDO?”
Fondamentalmente l’ho conosciuta due giorni fa, come ho fatto già a decidere di sposarla?
E poi, ok, non è brutta, caruccietta, a suo modo, ma come ho fatto a decidermi di sposarla?
E infine, COME DIAVOLO E’ POSSIBILE AVER ORGANIZZATO QUEL MATRIMONIO COSì SFARZOSO IN 2 GIORNI? (si, tendo ad essere pratico nei miei sogni, sopratutto quando voglio iniziare a scapparne)
Seriamente, 2 giorni e già tutto questo? No è possibile, non è da me! Quando ho deciso di arrendermi?
Quando ho capito che tanto insistere ed aspettare non avrebbe avuto senso?
(E qui, se veramente fosse una cosa alla Grey’s Anatomy, sarebbe il momento di dramma che incolla allo schermo)
Cerco di trovare un amico fidato con cui parlare di questi dubbi, perchè l’avrò invitato uno di cui fidarmi, almeno uno? O sono stato risucchiato nel mondo tristemente sfarzoso di lei in cui io non sarò altro che “quello che s’è sposato la figlia dell’amministratore?” (spero sempre Delegato, ma ho sempre più il terrore che sia di Condominio, come già detto)
MA ECCO che intervengono gli ospiti musicali, che mi stupiscono e mi fanno felice (più felice del matrimonio stesso) perchè sono amici cari a cui voglio bene veramente. (e l’ospite artista ci sta sempre in cose del genere, no? VERO SHONDA?!)
Durante la bagarre di gioia, musica e danze, poso gli occhi su di lei: la conosco, l’ho già vista, è la sua damigella d’onore, nel suo abito pesca con le spalle scoperte ed un piccolo bouquet rosa in mano, ma non posso averla conosciuta, non ricordo che mi sia stata presentata.
Poi metto a fuoco: è quella con cui sono finito a letto qualche tempo fa!
Quella che prima me la tirava praticamente in faccia e poi mi accusava di volerla solo per il sesso!
PANICO, ma contenuto.
Son sempre un uomo in Smoking bianco.
La vedo, lei mi vede, inutile ignorarsi. Ci avviciniamo e parliamo nella maniera più ci-vile che si riesca a mantenere, ma l’unica cosa che ricordo di quella conversazione è “scopiamo?” e “si”.
(qui non è ben chiaro chi lo dica a chi. Se io a lei o lei a me. Ma qualcuno lo dice all’altro. SCENEGGIATORI, INIZIATE A PENSARCI SU).
Cambio Scena: Io e la damigella in fuga per questa grandissima sala ricevimenti in cerca di un posto in cui infrattarsi.
L’ormone sprizza da tutti i pori ed è più una frenesia animale, ma non si trova mai il posto giusto in cui poter star tranquilli, per quella che sarebbe una sveltina magistrale.
Finiamo in un luogo ameno, buio, triste, sembra quasi una periferia, che potrebbero anche essere i sotterranei del maniero in cui si sta svolgendo la cerimonia, ma non lo so..
Percepisco solo che la damigella (e come abbiamo detto, apparentemente psicotica) odii la sposa e che il suo essere migliore amica faccia solo parte di un piano per vendicarsi di lei per un torto che le ha fatto chissà quando.
E io sarei la vendetta?
Boh si, ci sto. Non si dice mai di no ad una schiombata del genere, ad un matrimonio poi, AL TUO matrimonio poi, AL TUO MATRIMONIO DI CUI NON SEI NEMMENO CONVINTO poi.
Bon.
Cambio scena. Di nuovo: Non lo so se ci sia stata l’epica schiombata della damigella. Parrebbe di si ma anche di no. Ma non mi fermo a capire.
La sposa non idossa più l’abito bianco ma un assurdo vestito nero con inserti bianchi, con gonna a palloncino, con una giacca stretta in vita ma dalle spalle larghe, molto anni 90, e sto cappello a falde larghe rigide, che mi fanno pensare “MA VERAMENTE STO NOTANDO QUESTI PARTICOLARI?!”.
Lei è visibilmente contrariata, e io non sto più indossando l’abito bianco, e suo padre (ok, è di condominio) si avvicina con un sorriso beffardo e mi farfuglia che non capisco, che non sto nemmeno a sentire, perchè con lo sguardo cerco la sposa e la vedo nervosa, arrabbiata, e tra me e me penso “Quindi non mi sono più sposato?!”, poi vedo la damigella con un sorriso soddisfatto di chi ha fatto ha fatto una loffa in ascensore senza poterne mai essere accusata, e di nuovo tra me e me “Quindi s’è vendicata? Quindi l’ho schiombata?!” (si, questi sono i problemi della vita).

Sto per capire tutto..

Mi sveglio..

Penso che ho fame.

Poi realizzo che non so come finisce la storia.. NOOOOOOOO.

Ci si potrebbe porre un sacco di perchè, cercare di capire tante cose intrinseche di una psiche allo sbando.
Magari qualche psicologa in sala ci sta provando, pensando di aver trovato un nuovo paziente a cui spillare soldi.
Magari devo smetterla di rincorrere ed incaponirmi su cose chiaramente irrealizzabili

L’unica cosa che ho capito io, è che forse non devo più mangiare i popcorn al burro dopo mezzanotte.

matrimonio triste


Eppure, le Principesse delle Fiabe, vi avranno insegnato qualcosa?!

Prendete Cenerentola, per esempio.

Stracciona, poraccia, praticamente una schiava; roba che Amnesty International ci avrebbe fatto campagne di SMS per qualche tempo.
Lava, stira, pulisce la merda di matrigna e sorellastre: se fosse successo oggi, si sarebbe fatta fare un corso da qualche cameriera/badante straniera e la situazione sarebbe diversa; sarebbe lei a dettare legge.

PERO’…

Però è felice, sorridente, affaticata ma felice, in fondo..

Perchè ha la compagnia 2 luridi sorci, 3 volatili portatori di chissà quali vibrioni e le allucinazioni di una fata madrina grande quanto un pipistrello, ma lucente e azzurro…

E ora mi volete dire che ancora non avete capito cosa vi avrebbero dovuto insegnare le fiabe?

E MAGARI PRETENDETE CHE VE LO SPIEGHI IO?!


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