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LA BICICLETTA FA BENE… il biciclettaro no.

E già sarà partita le vena ai fanatici. 
(oltre che ai puristi della lingua, che saranno tentati di dire “si dice ciclista.. gne gne gne”)

ARRIVA LA PRIMAVERA…
ARRIVANO LE BELLE GIORNATE..
Quindi ricominciano di conseguenza le iniziative legate al mondo delle due ruote.

**ATTENZIONE**
Tralasciamo VOLUTAMENTE dal discorso che affronterò il CICLISMO in quanto sport, che è (appunto) uno sport SERIO e fatto di ATLETI che lavorano e si impegnano.
**FINE AVVERTIMENTO**

E’ bello andare in bicicletta, e fa bene.
Sempre detto che la bicicletta è una cosa bella, ed un momento di piacere e aggregazione.

La parte brutta di tutto questo sono i BICICLETTARI e gli invasati, dal quale esulano i Ciclisti, che sono tutt’altra categoria.

Per farvi capire il senso di disprezzo che provo per costoro ricorro al solito esempio che mi ripropone GIORNALMENTE “In Real Life”:

Gente, individui, DECEREBRATI, che vanno in bicicletta IN MEZZO ALLA STRADA QUANDO AD UN METRO SULLA LORO DESTRA C’è UNA PISTA CICLABILE LIBERA.
Ma io dico, hai una strada TUTTA PER TE, LIBERA e dove nessuno ti può rompere le balle, e tu NO, devi stare tra le macchine.
E SE PROVI A SUONARE (o mandarli affanculo, come meritano) TI RISPONDONO PURE INCAZZATI.
PURE!
Perchè hanno ragione loro.

Ora partiranno i soliti lamentosi “e non ci sono le piste ciclabili, e non sono adeguate, e son sempre rotte, e rischiamo di farci male”.

A PARTE CHE sul non esserci le piste ciclabili, è una mezza verità, perchè ho visto comuni (dai più grossi ai più piccoli) costruirne intere tratte lunghe, magari a rilento, ma in lavorazione.
CHE POI queste vengano abbandonate allo stato brado, è un altro discorso, e lì vi andate ad incazzare col vostro sindaco.

Però CHE SENSO HA COSTRUIRNE DI NUOVE SE TANTO NON VENGONO COMUNQUE USATE.
E per “non utilizzo” intendo dire quelli che NON CI VANNO NONOSTANTE CE LE ABBIANO ACCANTO!
(si lo so, mi sto ripetendo)

Poi, sulla rottura, ci sono le buche?
LE EVITI.
Io l’ho sempre fatto, magari bestemmiando nel mentre, ma l’ho sempre fatto.
E NON SONO MIGLIORE DI VOI, fottuti biciclettari (beh, forse un pochino si a sto punto..)
E poi non vedi quelli con le macchine, che si trovano strade di merda, rovinate, con crateri che manco Pompei durante l’eruzione del vulcano, andare sui marciapiedi o sulle aiuole dicendo “EH, MI SI SPACCA IL SEMIASSE SE STO SULLA CARREGGIATA”.
Al massimo vedi un povero imbecille che parcheggia sulle aiuole o sul marciapiede.. ma quelli, a rischio di diventare tautologico, sono IMBECILLI.

Comunque questa è sempre la solita storia:
IL PEDONE HA SEMPRE RAGIONE
IL CICLISTA HA SEMPRE RAGIONE
L’AUTOMOBILISTA HA SEMPRE RAGIONE.
TUTTI HANNO RAGIONE.. in base a come si stanno spostando.
Perchè il pedone odierà gli altri pedoni non appena salirà in macchina o in sella, il biciclettaro gli altri biciclettari non appena salirà in macchina o scenderà dalla sella, etc etc..
Dicevo, chiunque ha sempre ragione SE RISPETTA LE REGOLE, perchè se devi fare lo stronzo perchè sei un fottuto microcefalo che non meriterebbe nemmeno la sedia a rotelle per muoversi in una comunità, allora (per quanto dovrei avere il santo diritto costituzionale e divino di prenderti a sportellate, MA NON SI PUO’ perchè sono una persona civile che vive in quello che spera essere un paese civile contornato da quelle che crede essere persone civili, ma dalle quali viene costantemente deluso) dovrebbe esserci una patente pure per andare in bicicletta e a piedi.

LO SO LO SO..
Ora qualcuno, per fare il grosso, sarà lì pronto a dirmi delle tragedie dei PIRATI DELLA STRADA con le auto che investono i poveri ciclisti (quelli seri) e poi fuggono causandone financo la morte.
E vi invito allora a rileggere il paragrafo subito sopra a questo, perchè non sto dicendo che chi vada in auto sia meglio, ce ne sono di COGLIONI ALLA GUIDA DI AUTOMOBILI che altro che nel “penale”, dovrebbero proprio andare al patibolo (ma forse questo non si può dire)

E non starò nemmeno a soffermarmi su certe manifestazioni pubbliche (improvvisate o meno) che dall’essere delle buone idee di sensibilizzazione si sono evolute in momenti di DISTURBO DELLA QIETE E DELL’ORDINE a causa di alcuni PORACCI (che ci sono in ogni gruppo, purtroppo) che sputano e colpiscono le auto, sopratutto se ci sei dentro.

Poi volendo potremmo parlare di quelli che prendono la bicicletta a SIMBOLO DI SUPERIORITA’:
“Oh, io son meglio di te perchè uso la bicicletta e non inquino e tu che non la usi sei un buffone”.
AH.. E STI CAZZI?
E non per l’ambiente, ma per sentirti una spanna sopra, che forse è dovuto al sellino troppo alto che ti si è infilato tra le chiappe.

Alzi la mano poi chi non si è trovato durante le varie elezione comunali o provinciale di questi ultimi anni qualcuno che “VOTAMI, PERCHE’ IO TI PROMETTO CHE TI COSTRUIRO’ LE CICLABILI PERCHE’ IO VADO IN BICICLETTA GIA’ DA QUANDO ERO NELL’UTERO DI MIA MADRE”.
Almeno 1 per regione avrà alzato la mano.
Bravo, ti devo votare perchè vai in bicicletta?
E per il resto? Magari sei un povero mentecatto..
Cioè, non lo so, però vedendo come si comportano quelli con le biciclette intorno a me, sarei anche portato a pensarlo.. no?

Insomma, comunque vi muoviate, ve lo chiedo come favore personale da fare a voi stessi, NON SIATE DEI COGLIONI.
O almeno fingete di non esserlo e sembrarlo.
Non è che se rispettando l’ambiente allora siete una spanna sopra se poi non rispettate regole, leggi, o chi ti sta intorno.

Detto questo, saluti e baci.. Alla prossima volta che mi torna qualcosa da dire.

SE avete voglia commentate, se no condividete, se no fate un po’ il c… che volete 😬

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Uno #Sticazzi per i vostri cari estinti.

Mi hanno chiesto come possa aver detto una cosa del genere. 

Mi hanno accusato di voler fare quello sempre “contro”.

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Ma guardiamoci un attimo in faccia e diciamoci una cosa: 

Se già ce ne fottesega dei figli, matrimoni, cani o cose simili, che vi ostinate a pubblicare sui social CONVINTI che la gente ne goda (e qualcuno purtroppo c’è, chiaramente con dei problemi ma c’è), cosa minchia ce ne potrebbe fregare dei vostri morti? 

Ora, non fraintendetemi, è ovvio che se un amico mi venga a dire che gli è morto un parente stretto, io possa provare dispiacere per lui e per il dolore che ha dentro…..

…ma poi ci sono quelli che devono buttarlo sull’internet. 

Ok ok ok, è sempre la solita questione, ognuno fa il cazzo che vuole e bla bla bla… si si si .. la libertà di parola.. bla bla bla.. “fatti una vita e non rompere le palle agli altri”.. bla bla bla.. 

Però, che cazzo, hai un dolore così grande e la prima cosa che ti viene in mente di fare è condividerlo con una marea di estranei?!

Ok, benissimo, può essere una valvola di sfogo, come lo è bere fino a svenire o scoparsi ogni cosa che respira.
Ognuno affronta il dolore a suo modo. 

Ma poi il modo…. poetico.. infinitico, petalosico..
Tramonti con frasi “te che eri il centro del mio mondo, la mia roccia, il mio unico appiglio..”, per cosa?
Qualche like in più? 

Perché alla fine, anche se lo negherete con tutte le vostre forze, E’ PER QUELLO CHE LO FATE. 

LIKE, CUORI E FOLLOWERS.
Altrimenti perchè?
E perchè su più piattaforme?

Ma visto che, come al solito si da in pasto un pezzo di privato al pubblico, allora pubblicamente #STICAZZI! 

Sticazzi che ti è morta la mamma
Sticazzi che ti è morto il cane
Sticazzi che ti manca la nonna morta

Guardate, fate più bella figura a comprarveli, i followers. 

PS: questo sarebbe un post perfetto per il 2 novembre.. ma mi è venuto così adesso, ispirato da VOI, miei cari amabili inutili lettori, che avete disagi grossi come case, e ne fate i vostri punti di forza.
Come li ho anche io.. ma ne sono geloso e me li tocco nel mio privato.
i miei disagi.. 

OHHH SIIII


Sono Steek e ORA MI MOSTRO

Si, sono pronto.

È ora, è il momento.

Devo farlo, non posso più nascondere….

IL CAZZO CHE ME NE FREGA DI DIRVELO.

Ma seriamente ci avete creduto!?

Ma che boccaloni.

Volevo solo attirare la vostra attenzione con un titolo (che fa comunque schifo, come titolo) ma che -se siete qui a leggere- ha comunque attirato la vostra attenzione.

(Questo spiega anche la donna semi svestita come immagine di riferimento, che non ha ALCUN SENSO, ma qualcuno avrà aperto cmq il link)

E SIETE RIMASTI FREGATI.

State perdendo il tempo preziosissimo della vostra domenica a leggere sta minchiata di post.

Come lo perdo spesso io aprendo articoli di testate o di blog di questo o quell’altro tizio che sembra che debbano raccontare chissà cosa di eclatante e invece è un piccolo miserabile accumulo di lettere, caratteri e parole, attuo solo a raccogliere click per poter dire “GUARDA, MI LEGGONO IN TANTI”.
… maledetti social imbonitori .

Effettivamente ora potrei farvi esempi, ma poi mi toccherebbe stare li a discutere e non ne ho voglia, che poi ad avere a che fare con dei portoni mi sentirei portone anche io, o potrei farvi leggere l’articolo da cui mi aspettavo qualcosa di pruriginoso che avrebbe magari innescato qualche nuovo “UH-UH-GATE” che avrebbe fatto tribolare la politica e invece è stato come un rapporto sessuale in cui provi provi provi ma non riesci mai a venire..

Sia chiaro (si metto le mani avanti che qui le querele sono facili come chiedere un caffè al bar), me ne sbatto di chi sia il giornalista o la testata, che ognuno faccia il cazzo che vuole, però se leggo “terremoto tra i vip” e poi non c’è un minimo accenno al mondo vip ma solo di poracci della strada, allora avrò il sacrosanto diritto di lamentarmi, no?!

Che poi volevo anche dire altro ma… s’è liberato il bagno.. ora posso andare a riflettere su cose più importanti!
Ma sapete come si dice “È l’attesa che fa sparare più stronzate”.

PS: alla fine la storia della prostituta milanese di mezza età è pure interessante e il pezzo scritto ben, potrebbero farne un filmettino mediocre…

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THANK YOU FOR (fake)SMOKING

Rubo e modifico il titolo del bellissimo film di Jason Reitman per aprire quello che è un post di getto riguardo al nuovo decreto del Ministro Lorenzin contro le sigarette ed il fumo in generale.

In pratica, oltre il (giusto) divieto di non fumare davanti ai minori o davanti ad ospedali, arrivano anche le regole contro il pacchetto da 10 e quelle aromatizzate che potrebbero esser facilmente (economicamente) reperite dai minori, le prime, e dar l’idea di far meno male, le seconde.
(qui potete leggere l’articolo con più dettagli http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20160120/282127815483971/TextView)

Ora, a parte che tra il pacchetto da 10 o da 20 non cambia niente perchè ora tanto i genitori danno i 5€ come davano la 5000 Lire 10 anni fa, se non di più, quindi pacchetto da 10 o da 20, le reperiscono sempre, quindi togliere le sigarette da 10 mi pare una boiata, ma ancora comprensibile, quella delle aromatizzate non la capisco.
Sono aromatizzate… e sono sigarette… se uno pensa che facciano meno male, è scemo lui!
E perchè penalizzare altri per la “scemitudine” altrui?

Comunque veniamo al punto fondamentale (estratto dall’articolo del Corriere) di questo pezzo ed il perchè mi sia scapicollato per scriverlo di getto:

È il via libera alla sigaretta senza fumo. Non l’elettronica, che già ha conquistato il mercato. Si tratta di un dispositivo diverso al cui interno si inserisce una cartuccia di tabacco lavorato. Scaldandosi, il contenuto evapora e per chi lo aspira, non essendoci combustione, dovrebbero diminuire i danni per la salute.

e poi

Una scadenza molto attesa da Philip Morris che sta costruendo uno stabilimento a Bologna, il cui cantiere è stato inaugurato dal premier Renzi, 600 assunzioni previste, ed è interamente dedicato alla produzione su scala mondiale delle «senza fumo» (e cenere) vendute per ora solo in Giappone e a Milano.

In pratica stanno parlando dell’IQOS, che è un dispositivo in cui si inserisce una micro sigaretta con quello che sembra un normalissimo filtro, e il cui tabacco è a listarelle invece che tritato e che viene scaldato a 400 gradi, senza bruciare, e che da la sensazione di avere del fumo, che non è fumo ma vapore corposo.

Lo so perchè ce l’ho, l’ho provata e non è nemmeno male come strumento se non fosse che:

A) Le micro-sigarette vengono vendute a pacchetti da 20 al costo di 5€, quindi come un pacchetto normale (e di risparmio, manco l’ombra, ma questo di certo non è il tema fondamentale)

B) il gusto non è PER NULLA come quello di una sigaretta normale, e anche se dicono che così si sente il VERO gusto del tabacco, senza la combustione, a me ha sempre dato l’idea di cerali scaldati che non mi ha mai catturato.
Erano sicuramente meglio quelle al mentolo!
Ma secondo il decreto dovrebbero sparire, no?

C) il fatto che fosse “limitato” a 14 tiri E BASTA mi lasciava un senso di insoddisfazione

Ora, NON FRAINTENDETEMI, non voglio parlare male del prodotto di Philip Morris, di cui sono sempre stato “sostenitore” nel mio tabagismo e che comunque ritengo valido, altrimenti non l’avrei comprato, e riprenderei a comprare se cambiassero il gusto del tabacco (ma come ho già detto, mi sa che non si potrà), PERO’ il fatto che non vengano citate ANCHE le sigarette elettroniche come “meno nocive” e quindi legittimate all’uso (quasi) indiscriminato, ma solo quelle a marchio Marlboro per non andare contro lo stabilimento aperto a Bologna, ma sopratutto per gli introiti che ne deriveranno dalla perdita dei pacchetti da 10, e coperto da quello delle ricariche IQOS (che per logiche di mercato ci sta tutto)… mi stranisce

Mi stranisce perchè  alla fine la sigaretta elettronica a liquidi non è così diversa da quella col sistema di riscaldamento, come nocività o come fastidio “per il prossimo” quindi non capisco perchè non equipararle.

Ah, già.
Che scemo..
Perchè chi realizza i dispositivi e i liquidi non fanno parte di una antica lobby centenaria.
Già già già

Proprio come viene fatto vedere nel film citato nel titolo del post, la Lobby ha la sua vittoria.

VOGLIO FARE ANCHE IO IL LOBBISTA.

Ma sopratutto voglio poter fumare le mie sigarette “non fastidiose” in santa pace.

EDIT: pensando ancora alla questione, mi è venuto in mente che tutto questo dovrebbe essere fatto per la saluta dei cittadini…. 

ALLORA PERCHÉ le tasse sulla sanità vengono sempre aumentate e visite che prima erano gratuite, diventano poi a pagamento e per curarsi diventa sempre un calvario? 

Però va bene dai, adesso nessuno sentirà odori strani nel fumo delle sigarette… -.-

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Scrivo cose, faccio boh

Adoro quando metto dei titoli accattivanti che la gente li possa vedere e dire “madonna che titolo di merda, sta cosa non mi attira per nulla, non mi viene proprio voglia di leggerlo, però fammi vedere cosa diavolo potrebbe dire uno con un titolo così idiota”.

Poi legge e capisce di aver ragione, ma intanto TAAAC una visualizzazione l’ha data… e magari sotto sotto un po’ s’è innamorata, anche se è convinta (a ragione) di aver perso tempo.

E ritorna.. ma anche no.. perchè chi volete che si ricordi tutti i blog in cui si va a leggere, sempre che si faccia ancora, senza una notifica attua a ricordarci che c’è qualcosa di nuovo?

Tanto Google Reader è morto…
Un Twit? Ce lo si perde..
Una notifica? E che è? un instant messenger?

Fuochino…

Alla fine, tu che stai leggendo, hai capito cosa volessi dire?
Della perdita di tempo?
Della fidelizzazione?
Del cazzo che me ne frega?!

NIENTE di tutto questo!
(no, beh, forse della vastità del CCMF un pochino si)

Solo dire che oltre al Twitter, qualche mio delirio osceno comparirà anche sul Telegram.

Così… senza motivo…  tanto per dire.

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Anche Steek scrive cose di fantasia

A parte i miei sempre inutilmente ed orribilmente osceni titoli che non attirerebbero nemmeno un cieco che ha sbagliato a leggere in braille, devo ammettere che quanto dice il titolo è la pura, vera ed inquietante verità.

PREMESSA: la colpa è tutta di Aura Conte, scrittrice pubblicata, che ha avuto la malsana idea di tirarmi in mezzo all’idea di una “scrittura collettiva” di un racconto collettivo a tema horror sul sito 20Lines.
LINES… all’inglese.. come LINEE… che lo so che avete subito pensato a “lines” come assorbenti, che io non sono icaro e le ali non le ho.

Comunque, funziona così: Aura ha scritto il primo pezzo, l’incipt, del racconto “LA FORESTA” (cliccate e leggete, non siate timidi) e poi gente si accoda scrivere come va avanti la storia.
A me è toccata la terza parte  (ma solo perchè Gina mi ha battuto sul tempo obbligandomi a rifare quella che era la mia seconda parte).

MA ORA VIENE IL BELLO: come il titolo stesso del sito, il pezzo di racconto da pubblicare deve essere lungo massimo 20 linee, cosa che non avevo MINIMAMENTE preso in considerazione, lasciando quindi allo stato brado la mia immaginazione, e scrivendone praticamente il DOPPIO.
Ovviamente ho dovuto sfrondare un sacco di cose (a mio modestissimo parere) fighissime che avrebbero aiutato, chi sarebbe arrivato dopo di me, a visualizzare meglio gli avvenimenti.

OLTRETUTTO quel sito barbino di 20Lines ha deciso che gli sto sulle palle (lo so, non è l’unico, ma almeno lui l’ha dichiarato) impedendomi di pubblicare a mio nome e l’ha dovuto fare la paziente Aura che penso che abbia la sacrosanta voglia di darmi un pugno, ma che con grande dolcezza ha detto di preferire la versione lunga a quella corta e sfrondata obbligati a pubblicare.

ECCO PERCHE’ ora, io, qui, per voi, miei amati hutzini (dehehiho), pubblicherò io mio pezzo di racconto in tutta la sua limitata magnificenza.

PERCHE’ NESSUNO METTE STEEK IN UN ANGOLO.

Consiglio: per capire bene, leggetevi le prime due parti, QUI.

Dovevo essere svenuta di nuovo perché mi risvegliai appesa a testa in giù, per le caviglie. Come una preda.
Come una fottutissima preda.
A CHE GIOCO STAVAMO GIOCANDO.
Ero terrorizzata e questo terrore mi bloccava; oltretutto sentivo qualcosa scivolarmi in faccia, qualcosa di liquido.
Dischiusi appena le labbra e con la punta della lingua sentii subito quell’inconfondibile sensazione metallica che solo il sangue sa dare.
Non che sia una vampira che beve sangue abitualmente ma, hey, chi non si è mai morso un labbro in vita sua.

Il cuore mi batteva sempre più forte.
“Come diavolo ci sono arrivata qui? Chi era quel maledetto bambino? Da dove arriva questo dannato sangue” la mia mente continuava a domandarsi come in un loop infinito, e con le poche energie che mi sentivo, provai ad alzare la testa per capire l’origine del sangue.

Come avevo fatto a farmi questa ferita sul fianco?
Sembrava profonda ma curata, o per lo meno non stava più sanguinando ma era chiaramente fresca.
Avrebbe dovuto farmi male, ma niente. Come fosse stata anestetizzata.
“CHI DIAVOLO MI HA CURATO?!
COME CAZZO CI SONO ARRIVATA QUI?!” era il pensiero che più mi terrorizzava.

Maledizione.
Ci mancava che iniziasse a piovere; lo diceva Aigor di “Frankestein Jr” che sarebbe potuto andare peggio, ma non pensavo potesse aver ragione.
Almeno la pioggia iniziò ad attenuare quell’odore nauseabondo.
Il freddo diventò insopportabile, ma tutta quella tensione non riusciva nemmeno a farmi tremare.
Muovendo lo sguardo, nonostante fossi al contrario, finalmente capii cosa stesse puzzando così forte e vidi una carcassa di quello che sembrava essere un cervo mezzo mangiato e putrefatto.
Sicuramente da degli animali.
Spero.
“Dio mio, come l’hanno sembrato male” a stento trattenni un conato.

Di nuovo. QUEL RUMORE.

Mi bloccai, fingendomi svenuta, tentando ogni tanto di aprire gli occhi, ma la vista era offuscata dal sangue e dall’acqua che mi colavano sopra.

Sembrava essere una figura umana, eretta, anche se accovacciandosi sul cadavere del cervo inizio a sembrare più un orso.
Sentii il rumore di ossa rotte e carne lacerata e strappata da morsi.
Un orso, sicuro, ma un orso come avrebbe potuto legarmi così.
E poi, improvvisamente, una voce roca: “Lo so che sei sveglia”.

 


Signs? È No.

Non risponde? È No.
Vedremo/Vediamo? È No.
Ti chiama solo se ha bisogno? È No.
Non siete mai soli? È No.
Non risponde dopo il primo messaggio? È No.
Ti dice che deve mettersi a dieta quando lo/la inviti a bere e/o mangiare? È No.
Risponde solo e non scrive mai per primo? È No. (di @chiusaperferie)
Usa il cellulare continuamente quando uscite? È No. (di @chiusaperferie)
Ti racconta appena ti conosce la sua sofferenza per il suo ultimo amore? È No. (di @chiusaperferie)
Ti/lo/la invita/i fuori ma per un motivo o per l’altro non c’è? È No.
Siete amici? È No.
Non c’è comunicazione verbale? È No.
“Oh ma sentiamoci”. È No.

È No? È No.
What else? È No.

(potrei anche continuare.. ma mi sono rotto.. se ne avete anche voi, metteteli nei commenti.)

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Chi


And the Peace Nobel Prize goes to..

Un paio di anni fa c’era un’idea che girava, alquanto particolare, alquanto strana, alquanto surreale.
Dare il Premio Nobel per la Pace ad Internet.

Quando scoprii questa.. notizia.., mi ricordo che mi soffermai a pensare a chissà quali luminari ci potessero esser dietro una tale idea: scienzati, uomini di pace, organizzazioni istituzionali tipo le Nazioni Unite.
E continuavo a domandarmelo e a rimuginare.

Più rimuginavo più mi trovavo sempre meno d’accordo con l’idea alla base per l’assegnazione del premio: Uno strumento che unisce le persone, i popoli, le culture. Uno strumento di insegnamento, di erudizione, di aiuto.. etc etc tante altre cose belle.
Quasi a dimenticarsi tutto il resto che comunque popola “l’internet” (god bless youporn.com).

Mentre pensavo a tutto ciò, sentendomi quasi ascetico e profondo vado a scoprire che l’idea nasce dal direttore di una neonata rivista italiana che ci credeva con tutto se stesso.
Potete immaginare la mia delusione.

MA ORA RIVALUTO QUELL’IDEA E QUELLE SENSAZIONI.. si, le rivaluto.. PERCHè QUELL’UOMO AVEVA RAGIONE! Ci sono cose che possono meritare un premio nobel per la pace!

E se internet non ha vinto, nonostante sia un qualcosa che tocchi tutti planetariamente, c’è un’altra cosa che unisce i popoli: LA MACCHINETTA DEL CAFFE’.
Quella da ufficio, quella nella sala ricreativa.

Quante persone ogni giorno si ritrovano davanti parlando di qualcosa, scambiando idee, sensazioni e frustrazioni.
Quanti amori son nati e finiti davanti alla macchinetta del caffè.
Quante persone si sono coalizzate sparlando di altri davanti alla macchinetta del caffè.

Quale miglior luogo di aggregazione, passione, socievolezza, scioglievolezza, umanità, ragione, sentimento, orgoglio, pregiudizio, dire, fare, baciare, lettera e testamento.
QUALE!!!!

E allora sostieni anche tu la campagna “PEACE NOBEL PRIZE FOR THE COFFEE MACHINE”, per un futuro migliore e di pace, per un domani più rosa e nero.

Il tutto scandito da un motto fiero, unico, forte e vibrante: “QUANTO ZUCCHERO CI VUOI DENTRO?


I GRANDI Sondaggi di SteekHutzee: L’uomo che cucina per una donna. [Concluso]

Con questo post nasce la nuova rubrica de I GRANDI SONDAGGI DI STEEKHUTZEE.

Come prima domanda si tocca il tema (manco a dirlo) di uno dei grandi misteri del rapporto tra Uomo e Donna.

Rispondete e fate girare il più possibile, PERCHE’ ANCHE IL TUO PARERE E’ IMPORTANTE!

**AGGIORNAMENTO**

Ecco a gran voce la scelta DEMOCRATICA riguardo a questo sondaggio (certo che avete risposto un po’ in pochi.. ecchecca…)

 


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