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Razzismi Marsupiali

Mettiamola così, a parte il titolo schifoso che ho dato a questo post il tema è GRAVE.

Ritorna in auge il discorso che il marsupio sia antiestetico.
(se volete scoprire perchè, fatelo da voi che questo non è un giornale e non ho obblighi di cronaca giornalistica)

Insomma, il tema è sempre lo stesso: L’uomo col marsupio fa schifo, è osceno.. e non parliamo di quello col borsello.

Però, perchè la donna può avere borse che vanno da quelle piccole come fazzoletti sporchi a quelle grandi come sacchi neri dell’immondizia, stracolme di cose (per loro ovviamente) vitali, per le quali OLTRETUTTO si lamentano di continuo “E NON CI STA PIU’ NIENTE DENTRO” e se poi provi solo a dire “togli qualcosa?” parte una intifada violenta al grido di “SEI PAZZO?! MI SERVE TUTTO QUELLO CHE PORTO”, che mi aspetto che se dovesse un giorno perdersi (la donna in generale) nel deserto del Sahara o al polo nord, nella borsa abbia parimenti branchi di cammelli o slitte con mute di cani, più ovviamente tutto ciò che sia adeguato al sostentamento di almeno un gruppo di 3 persone.

Mentre l’uomo, il maschio, quello che dovrebbe essere pronto (secondo la femmina) a risolvere ogni situazione in ogni modo e con ogni mezzo (E PER CHI CAZZO CI AVETE PRESO, MacGyver?!) ha solo 2 tasche striminzite di jeans che meglio stretti che larghi perchè se no so brutti, quindi ancora più strette, in cui dovrebbero starci:
-CHIAVI
-PORTAFOGLI
-TELEFONO
-COSE DI PRIMA NECESSITA’ (un pacchetto di fazzoletti, per caso… per non parlare di quando non hai i goldoni con te, che.. vabbè, quella è un’altra storia)
Più, secondo LORO:
-Grimaldelli
-Crick
-Materiale di primo soccorso e di Ostetricia.
-Una pompa da bicicletta
-Lanciafiamme
-Strumenti per il giardinaggio e/o l’edilizia
-Un fiore (perchè che uomo sei se non hai un fiore in tasca per farle na sorpresa)

MA NO, non puoi mettere tutto nelle tasche altrimenti si rigonfiano e sono antiestetiche e poi sembra che abbia le palle gonfie.

E non è che sembra,  SONO GONFIE.

Però SIA MAI a mettere un marsupio.

Dopo questo penserete che io usi il marsupio?
No, non lo uso, ma solo perchè lo trovo scomodo..
Già il borsello lo trovo più accettabile, se non temessi di dimenticarlo ovunque.

Io preferisco infilarmi tutto nelle tasche e sembrare un Elephant Man pieno di bozzi sul corpo.
Ho tutto su di me, me lo sento addosso. AWWW.

E quando mi fanno notare che le tasche gonfie non sono belle da vedersi, rispondo loro che le mie tasche sono piene del CAZZO CHE ME NE FREGA del loro pensiero.

E ora su, via, levatevi dalle palle e andate ad imbustare qualcosa.

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Uno #Sticazzi per i vostri cari estinti.

Mi hanno chiesto come possa aver detto una cosa del genere. 

Mi hanno accusato di voler fare quello sempre “contro”.

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Ma guardiamoci un attimo in faccia e diciamoci una cosa: 

Se già ce ne fottesega dei figli, matrimoni, cani o cose simili, che vi ostinate a pubblicare sui social CONVINTI che la gente ne goda (e qualcuno purtroppo c’è, chiaramente con dei problemi ma c’è), cosa minchia ce ne potrebbe fregare dei vostri morti? 

Ora, non fraintendetemi, è ovvio che se un amico mi venga a dire che gli è morto un parente stretto, io possa provare dispiacere per lui e per il dolore che ha dentro…..

…ma poi ci sono quelli che devono buttarlo sull’internet. 

Ok ok ok, è sempre la solita questione, ognuno fa il cazzo che vuole e bla bla bla… si si si .. la libertà di parola.. bla bla bla.. “fatti una vita e non rompere le palle agli altri”.. bla bla bla.. 

Però, che cazzo, hai un dolore così grande e la prima cosa che ti viene in mente di fare è condividerlo con una marea di estranei?!

Ok, benissimo, può essere una valvola di sfogo, come lo è bere fino a svenire o scoparsi ogni cosa che respira.
Ognuno affronta il dolore a suo modo. 

Ma poi il modo…. poetico.. infinitico, petalosico..
Tramonti con frasi “te che eri il centro del mio mondo, la mia roccia, il mio unico appiglio..”, per cosa?
Qualche like in più? 

Perché alla fine, anche se lo negherete con tutte le vostre forze, E’ PER QUELLO CHE LO FATE. 

LIKE, CUORI E FOLLOWERS.
Altrimenti perchè?
E perchè su più piattaforme?

Ma visto che, come al solito si da in pasto un pezzo di privato al pubblico, allora pubblicamente #STICAZZI! 

Sticazzi che ti è morta la mamma
Sticazzi che ti è morto il cane
Sticazzi che ti manca la nonna morta

Guardate, fate più bella figura a comprarveli, i followers. 

PS: questo sarebbe un post perfetto per il 2 novembre.. ma mi è venuto così adesso, ispirato da VOI, miei cari amabili inutili lettori, che avete disagi grossi come case, e ne fate i vostri punti di forza.
Come li ho anche io.. ma ne sono geloso e me li tocco nel mio privato.
i miei disagi.. 

OHHH SIIII


Tutti siamo dei coglioni.

La cosa più VERA e SINCERA che abbia sentito mai dire sull’internet e al mondo.

Buon anno a tutti.


Scrivo cose, faccio boh

Adoro quando metto dei titoli accattivanti che la gente li possa vedere e dire “madonna che titolo di merda, sta cosa non mi attira per nulla, non mi viene proprio voglia di leggerlo, però fammi vedere cosa diavolo potrebbe dire uno con un titolo così idiota”.

Poi legge e capisce di aver ragione, ma intanto TAAAC una visualizzazione l’ha data… e magari sotto sotto un po’ s’è innamorata, anche se è convinta (a ragione) di aver perso tempo.

E ritorna.. ma anche no.. perchè chi volete che si ricordi tutti i blog in cui si va a leggere, sempre che si faccia ancora, senza una notifica attua a ricordarci che c’è qualcosa di nuovo?

Tanto Google Reader è morto…
Un Twit? Ce lo si perde..
Una notifica? E che è? un instant messenger?

Fuochino…

Alla fine, tu che stai leggendo, hai capito cosa volessi dire?
Della perdita di tempo?
Della fidelizzazione?
Del cazzo che me ne frega?!

NIENTE di tutto questo!
(no, beh, forse della vastità del CCMF un pochino si)

Solo dire che oltre al Twitter, qualche mio delirio osceno comparirà anche sul Telegram.

Così… senza motivo…  tanto per dire.

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ITALIA: Land of “Finalmente anche noi abbiamo il nostro hashtag social-sociale”

FORSE anche noi abbiamo la nostra social “primavera araba”.

No, non stiamo per innescare una rivolta armata, ma finalmente anche in italia c’è un tag che sta unendo tutto e tutti (quasi, perchè al momento in cui sto scrivendo, di alte sfere politiche, non ne ho viste usare l’hashtag di cui andremo a parlare a breve).

#Messinasenzacqua è il # che da ieri si è fatto largo, praticamente in tutte le TimeLine (TL) del twitter di chiunque (o quasi).

Il fatto è grave: Messina è da 6 giorni senz’acqua.

Non è mio compito o volontà entrare nei meriti socio-politici-metereologici-territoriali-etc della questione, ma di certo che se ne faccia eco sui social, e che i giornali rilancino la cosa, è fondamentale per puntare più di un faro sulla questione.

Guardo un attimo ad altro, ad un aspetto che forse non molti hanno notato, ma che i giornali stanno già cavalcando a modo loro.

FINALMENTE ANCHE NOI ITALIANI ABBIAMO IL NOSTRO HASHTAG DI LOTTA SOCIALE.

Sono ANNI che aspettavamo di “unirci” come popolo, su un tema importante, che risvegliasse le coscienze e potesse fare veramente qualcosa.

Anni fa ci abbiamo provato con #ItalianRevolution, per copiare la #SpanishRevolution in atto proprio quei giorni che portò in strada milioni di spagnoli in tutte le città, a far sentire la voce del popolo contro il loro governo a causa della crisi economica che stava iniziando a colpire l’europa.
La riprova la possiamo avere con articoli dell’epoca.
PECCATO PERÒ che, essendo una mera copia e non essendoci quel sentimentalismo nazional-popolare che ci accomuna, mentre a Madrid scesero in 18 Milioni, in Italia, a Roma, si riunirono scarse poche centinaia…. le altre città manco le contarono.
Anzi penso che chi andò in piazza, capendo di essere quattro gatti sparuti, fecero pure finta di non vedersi.
È altresì vero che guardando ora il tag spagnolo ha perso il suo senso di “lotta” e viene usato per ogni futilità, ma direi che la cosa sia fisiologica.
Oltretutto ricordiamoci che la #SpanishRevolution nacque sull’onda di quanto stava succedendo a New York, a Zuccotti Park.

Per fare un riassunto:

L’America ha avuto #OccupyWallStreet, con i suoi sit-in, i suoi gesti con le mani, la reazione della polizia, il suo parco Zuccotti (io parchi son fondamentali, come vedremo).
Oltretutto, questo ha creato anche la moda di dire “Occupy ogni cosa” screditando anche l’intento “rivoluzionario” della cosa, ma un po’ ci hanno pensato i media a screditarlo, un po’ si sono screditati da soli.
(consiglio di guardare la seconda stagione di The Newsroom, in cui si parla -anche- proprio di come la notizia sia montata e poi sgonfiata da un punto di vista giornalistico)

La Spagna, la #SpanishRevolution

La Turchia, #GeziPark.
E qui un capitolo si potrebbe aprire a parte, di come (già per l’egitto in precedenza), lo strumento social sia diventato VERAMENTE uno strumento di rivoluzione portando gente a mettere in atto vere e proprie rimostranze contro il proprio governo fino a sfociare a lotte “fisiche” e non solo “non violente”.
In Egitto son riusciti a far cadere un governo, in Turchia no, ma l’hanno messo seriamente in difficoltà.
La polizia in Turchia è intervenuta duramente con le armi.
I governi (sia egiziano che turco) hanno chiuso i ponti telefonici per “abbattere” l’internet ed evitare che la gente riuscisse a comunicare.
Qui si che son riusciti a fare una RIVOLUZIONE.

Non dimentichiamo la Francia, col suo #JeSuisCharlie, per i fatti accaduti nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdoo.
Ma qui è stato tanto rivoluzionario (ha portato in poche ore centinaia di migliaia di persone in piazza a Parigi), ma da un punto di vista italico (e intendo, di come sia stato usato in italia), si può notare anche leggendo i più recenti twit come sia stato usato solo “schierarsi per moda”, un mero modo per apparire.

Se ce ne siano stati altri, non me ne vengono in mente, ma questi sono “temporalmente” quelli più famosi che hanno monopolizzato internet per mesi, nelle varie stagioni, degli ultimi 3/4 anni.

E arriviamo al più recente, e tutto nostro, #Messinasenzacqua.

Come ho detto più su, già in giornali ne hanno iniziato a parlare, di come la rete si fosse mobilitata, ma il loro punto di vista era (come al solito ormai) non sul caso in se, ma sul fatto che stesse diventando un trending topic.
Come a dire “non so di cosa si parli, ma se ne parla tutto l’internet è notizia e noi diciamo che ne parla l’internet”.
Ma vabbè, non staremo qui a far le pulci sulla cosa, perchè l’importante è che la notizia abbia cassa di risonanza.
Per una volta il fine giustifica il (pessimo) mezzo.

Oltretutto prima ho detto che non abbiamo un vero spirito nazional-popolare che ci unisca, e forse ho sbagliato, perchè per tutta domenica e pure lunedì, con eco a martedì, TUTTA L’ITALIA ERA SCHIERATA CON VALENTINO ROSSI, per il suo “scontro” con Marquez durante la gara, l’appoggio dello spagnolo, la ginocchiata dell’italiano, la penalizzazione, bla bla bla…..
Comunque, per 3 giorni abbondanti #IoStoConVale è stato l’ hashtag che reso l’Italia una nazione unita.
Politici, da ogni schieramento, attori, cantanti, giornalisti, (notare che non ho usato la parola artisti, perchè non ce ne sono), gente dello sport, dello spettacolo, imbianchini, giornalai, tramvieri, spazzini, piccioni.. insomma TUTTI.. a favore, sull’internet, di Valentino Rossi.

Non succedeva dai mondiali, credo.

Ma ora c’è il caso di Messina, un caso che tocca le persone da vicino, che tocca i bisogni basilari VERI della gente.
Qualcosa che sembra finalmente unirci in qualcosa di importante.

L’hashtag che l’Italia finalmente aspettava per dire ANCHE NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA PARTENDO DAI SOCIAL.

Ho solo una paura: che la cosa si sgonfi troppo presto e passi di moda, prima di ottenere dei risultati veri.
Come ci son stati nelle altre nazioni, con gli altri hashtag.

Whos-afraid-of-twitter


Eppure, le Principesse delle Fiabe, vi avranno insegnato qualcosa?!

Prendete Cenerentola, per esempio.

Stracciona, poraccia, praticamente una schiava; roba che Amnesty International ci avrebbe fatto campagne di SMS per qualche tempo.
Lava, stira, pulisce la merda di matrigna e sorellastre: se fosse successo oggi, si sarebbe fatta fare un corso da qualche cameriera/badante straniera e la situazione sarebbe diversa; sarebbe lei a dettare legge.

PERO’…

Però è felice, sorridente, affaticata ma felice, in fondo..

Perchè ha la compagnia 2 luridi sorci, 3 volatili portatori di chissà quali vibrioni e le allucinazioni di una fata madrina grande quanto un pipistrello, ma lucente e azzurro…

E ora mi volete dire che ancora non avete capito cosa vi avrebbero dovuto insegnare le fiabe?

E MAGARI PRETENDETE CHE VE LO SPIEGHI IO?!


Sticazzi -Il Romanzo-

“In un mondo devastato dall’invasione del selvaggio Dio Troll, la storia di un uomo che si erge sopra gli altri con il solo scopo di farlo regnare incontrastato. 
Passione.
Amore. 
2 botte qui e la. 
Ma sopratutto. STICAZZI.

Questo è STICAZZI – IL ROMANZO-.
Opera monumentale che in confronto Il Signore degli Anelli vi sembrerà una raccolta di freddure che non fanno ridere, che Orgoglio e Pregiudizio è un libretto di istruzioni dell’Ikea,
che Il Dottor Zivago è un accattone che chiede soldi alla stazione.

Vi appassionerà, vi rapirà, vi frupperà.

E lo potete avere ORA e GRATIS, in un pratico Ebook da scaricare e mettere nei vostri Kindle o iPad o dove altro vi piace leggere.

In quest’epoca in cui gli ebook spuntano più dei funghi dopo un temporale, non potete perdervi STICAZZI -IL ROMANZO-.

Sticazzi – Il Romanzo

(per scaricare cliccare col pulsante destro e selezionare “Salva link come..”)


La vera “Passione” per la Letteratura

Premessa 1.
C’è di mezzo un vibratore
Fine premessa1.

Premessa 2.
Questa è una delle cose più eccezionali, intelligenti, sensuali, culturali ed erotiche che abbia visto da tanto tempo.
Fine Premessa 2.

Il progetto Hysterical Literature nasce nel 2012 ad opera del fotografo ed artista newyorkese Clayton Cubitt, con l’intento di (e lo cito che è meglio) “esplorare la femminilità, nel dualismo mente/corpo, la distraction portraiture* e nel rapporto tra cultura e sessualità (ed è anche divertente da guardare)

*Non sapendo come tradurre “distraction portraiture” ho fatto una ricerca, e pare che sia proprio un modo di fotografare persone che sono o fingono di essere distratte, rispetto all’obiettivo della macchina fotografica.
Cosa che scopro adesso, e che ho praticato per anni. (minghia quanto sono artistico senza saperlo)

Il modo in cui Cubitt fa quanto espresso sopra, consiste nel far leggere a delle modelle dei passi di libri di scrittori americani, mentre sono “distratte” da un vibratore che aumenta di intensità man mano durante la lettura.
Ovviamente loro devono cercare di mantenere la più pacata compostezza, fino al momento in cui..

Non c’è nulla di volgare in tutto questo.
Anzi, non ho mai visto così tanta delicatezza ed eleganza.
Si vede la cosa più bella di una donna, nel suo momento più puro.
Mentale e fisico.

Ci sono più sessioni, più video di modelle, il primo resta il più dolce.

Il terzo è il più innocente


Rimpiango i tempi del “ho mal di testa”

Almeno, prima, bastava accusare una cefalea perchè una donna si potesse evitare i doveri “coniugali”.
Ora è più probabile che sia l’uomo a doversi nascondere il VOV sotto al letto per stare al passo della donna.

pajamasMa tutto ha le sue evoluzioni.
Perchè sforzarsi di inventare scuse di finti mal di testa, sforzando tutti i muscoli della faccia per fare smorfie più o meno credibili? Basta mettersi uno di quei pigiamoni doppi, di flanella, più pesanti di una tuta per le esplorazioni spaziali della NASA ai tempi del primo allunaggio; senza una parola, senza una smorfia, risultato garantito.

Quell’orso di 140Caratteracci ci fa una disamina di questo fenomeno flanellato, e vuole anche controllare se per gli altri sia così, indicendo un contest dal nome #pigiamonediflanellaantisesso nel quale si invitano le utenze twitter a mandare le proprie foto in pigiama.
Per sapere cosa si vinca, rivolgetevi direttamente a lui.

Per quel che mi riguarda, tolti i tutoni palombareschi, azzardo che il “night dressing” casalingo ha un fascino tutto suo, anche provocatorio. Volendo.
Tutte son brave ad essere fighe mettendosi il vestitino super wow con la lingerie di pizzo vedo-non-vedo-ma-te-faccio-annusà.
Ma solo quelle belle veramente (e ci butto anche quelle per le quali vale il detto “la bellezza è negli occhi di chi guarda”) riescono a diventare forse anche più seducenti con indumenti casalinghi e mutandine di cotone color pastello con impressa sopra una bestiolina stilizzata tipo cartone animato.
E li, miei cari, il VOV di certo non vi servirà.

Parola di Steek.


Sant Ambroeus l’è patron de la cittaa de Milan – 7 Dicember

Sant Ambroeus insema a san Carlo Borromeo e San Galdin l’è patron de la cittaa de Milan

Milan, indoe la se trova ona basilica dedicada a Sant Ambroeus, che l’è stada cattedral prima de la costruzion del Dòmm

Quand in del 374 el vescov Aussenzi l’è mòrt, l’Ambroeus l’è staa proclamaa sò successor, anca se l’era nanca batezaa

La Basilica de Sant’Ambroeus l’è vüna d’le cèse de Milan. L’è cunsiderada le secunda cèsa de Milàn, dòpu el Dòmm

Denàns a la basilica, tüte le prime smàne de dicèmber gh’è la Fèra d’i Oh Bej! Oh Bej!, mercatìn caraterìstic dl’Artigianàd e Antiquariàd.

La fera di #OhBej! #OhBej! l’è el mercatin caratterìstich del prenzipi del mes de dicember a Milan

La comenza el 7 dicember, dì de la fèsta de Sant’Ambroeus, patron de la cittaa, e la seguta fin a la domenega dopo.

Quand che gh’è la fera di Oh bej! Oh bej!, gh’è semper di problemm per via de la gran quantitaa de gent che ghe và per comprà e per vend di robb, e gh’è semper on fora-fora che rovina on poo la festa. Per gionta, l’è minga facil tegnì foeura quej che gh’hann minga la licenza, e del spess gh’è di lit per trovà on sit per mett i banchett, e i ghisa gh’hann el sò de fà per mett on poo d’ordin. Nel 2006 el sit de la fera è staa spostaa perché in piazza Sant’Ambroeus gh’è di lavorà, e i banchett hinn staa miss intorna al Castell Sforzesch.

santambrogio

(Un po’ di cultura milanese nel giorno del suo santo patrono.
Avrei voluto farlo di mio pugno, ma purtroppo il mio idioma milanese non è così ferrato, quindi ringrazio e segnalo il wikipedia in lingua milanese in cui v’è scritto nell’idioma corretto ciò che io avrei scritto in maniera errata)


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