Fidanzati Chiwawa: l’antitesi della “Donna Trofeo”


Sin dai tempi antichi, le donne sono sempre state viste come dei piccoli oggettini da mostrare nelle occasioni mondane.
Ce lo raccontano tutte quelle storie di cappa e spada in cui l’eroe doveva salvare la bella e giovane donna promessa al bruto signorotto ma che in realtà era innamorata del protagonista.
Ce lo insegnano i romanzi della letteratura storica che (per carità bellissimi anche se dopo un po’ stracciano i maroni) raccontano di questi amori negati e sofferenti perché lei andrà in moglie al ricco possidente, considerato un buon partito, ma dall’aspetto orripilante.

Oggi giorno non è troppo diverso, quando sui rotocalchi vediamo potenti uomini d’affari, accompagnati da bellissime donne, per lo più provenienti dal mondo del fashion e della moda.

Insomma, quello della “donna trofeo” è un concetto trito e ritrito che tutti conosciamo.

Quello che è meno noto è come le donne non siano solo vittime, ma possano anche essere carnefici, ribaltando la situazione al contrario.

No, miei cari lettori, non parlo dell’ “uomo zerbino”, concetto per altro assolutamente umiliante e degradante per il genere maschile, ma al quale tutti gli uomini, presto o tardi si assoggettano almeno una volta nella vita.

NO!
Io parlo di “FIDANZATI CHIWAWA“, ovvero l’uomo che la donna vorrebbe sempre portare in borsetta, proprio come l’animale da compagnia tanto caro a Paris Hilton.
INTENDIAMOCI, non si sta parlando di altezza fisica, ma di una bassezza morale della donna che pretende questo da un uomo.

Infatti, colei che desidera un Fidanzato Chiwawa solitamente è una di quelle donne vanesie, assoggettate al fashion, che ti camminano col tacco 12 anche per andare al bagno per la prima pipì del mattino.
Che frequentano la città-bene, i posti giusti, che hanno gli amici fichi e boni..
Donne abituate ad avere tutto quello che vogliono solo sbattendo le ciglia e facendo sguardi languidi.
Donne che basta che facciano una smorfia di tristezza per ricevere un dono (e qui l’uomo viene buggerato perchè rincoglionito e non capisce la tattica femminea).

Il problema è che tali donne si convincono di stufarsi di esser poi servite e riverite e cercano la compagnia di qualcuno che tenga loro testa, che ce le mandi quando chiedono qualcosa, se non che irritarsi quando le tattiche non funzionano e si sentono sbattere in faccia un NO più grande di 1/3 delle loro collezioni di scarpe.

È qui che ritorna allora la voglia e la necessità psicofisica di avere un piccolo uomo-chiwawa che dica di si a tutto quello che viene chiesto,  che non si neghi mai, che sia disposto a mollare tutto e tutti pur di correre da lei.
Un uomo che vorrebbero tanto tenere nella borsetta se potessero.

Perché queste donne, un Uomo, non lo sanno sostenere. 


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