Archivi del mese: maggio 2013

Il TWITTER Ad Personam (ovvero ORGOGLIO ANONIMO pt. 2 )

anonimo-1E’ una domenica di sole come qualunque altra.
No, non è vero, è una domenica dove finalmente non piove, quindi già una eccezionalità.
Comunque è una domenica, una di quelle che al 18 precise farà scattare la disagiante depressione domenicale da noia.
(si è capito che l’ho scritto di domenica?)

E’ una settimana o poco più che il tema ricorrente sui giornali è la questione degli anonimi, di Mentana, del suo grido di denuncia e del suo addio.
Da notare il grassetto sulla frase precedente, perché a parte qualcuno che ancora ci ironizza (anche in maniera divertente) non è che sia il tema predominante delle TimeLine; è una cosa a margine, che aleggia e di cui ogni tanto ci si ricorda.
Una di quelle cose che verrà dimenticata.
Mentre i giornali stanno montando e gonfiando un caso che mi risuona tanto come quegli articoli sulle tempeste magnetiche solari di una o due settimane fa, nei quali si diceva che avrebbero potuto far saltare i sistemi GPS.
Bubbole insomma.

E’ domenica, dicevo, e dopo il pezzo di Pierluigi Battista sul Corriere di qualche giorno fa e che mi ha ispirato ORGOGLIO ANONIMO, esce su Repubblica un articolo che secondo me si potrebbe benissimo chiamare “Twitter secondo Saviano”.
(anche qui, da leggere prima di andare avanti)

Come già detto per Battista, anche Saviano parla di cose alquanto vere sulla natura umana, ma trovo che comunque sia stata fatta un po’ troppa generalizzazione.
Come se ci fosse un cancro intrinseco e maligno che cresce e stia infettando tutto il sistema twitter tanto da doversi sottoporre a drastiche sedute di chemioterapia.
WRONG!
Non è un cancro, il fenomeno è paragonabile ad un eczema sul quale spalmare una pomatina.

Il primo paragrafo dell’articolo dell’autore di Gomorra è, purtroppo o per fortuna, ineccepibile, perché quello da lui de scritto è esattamente quello che succede sul Twitter, e che io per primo ogni tanto faccio più o meno inconsapevolmente.
A parte che avrei preferito che Saviano e il da lui citato Valentini avessero lasciato da parte la (mia adorata) Gialappa’s Band prima che vengano tirati in mezzo ad una questione che non li tocca nemmeno lontanamente, ma non posso negare che il paragone “Mai Dire” è assolutamente calzante.

Quello che forse Roberto nostro e tanti altri non sanno o non ricordano che l’idea su cui si basa Twitter è la domanda “Cosa stai facendo?”.
Domanda che si è andata perdendo nell’evoluzione degli anni e della comunicazione tramite web, nel quale (esattamente come Facebook) la gente viene invitata a dire i fatti propri rinunciando (o sputtanando) completamente la propria privacy.

E’ da questo che molti, come me, hanno scelto la strada dell’anonimato: per mantenere un briciolo di privacy senza doversi necessariamente privare di strumenti oramai entrati di prepotenza nella vita di tanti.
Di tanti ma non di tutti, perché per la maggior parte la gente ancora non sa manco come funzioni Twitter.

Ora, l’articolo continua parlando di REGOLE.
E a me viene da rispondere: QUALI REGOLE?!
Regolamentare un social network o l’internet in generale è come voler dosare l’ossigeno nell’aria per legge.
Qualcuno da fastidio e rompe le scatole?
Lo si bloccca, lo si segnala per spam (perché quest’ultimo non è solo fatto di link pubblicitari, ma il anche il solo dar fastidio), o si scrive al supporto di Twitter segnalando l’utente in questione con le motivazioni per il quale lo Staff di Twitter dovrebbe prendere provvedimenti.

Inutile riempirsi la bocca di “bullismo digitale” quando questa è una pratica anche orribilmente reale che esiste dalla notte dei tempi.
E’ condannabile e l’aborro pure io, ma come fai fermare un fenomeno del genere se non con una fantascientifica e orwelliana dittatura con annessa rieducazione mentale?
(verso la quale inizio a non essere così contrario, visto come stanno andando le cose in Italia e nel mondo)

Quindi il turpiloquio, l’insulto o l’aggressività costruiscono non una società più sincera ma una società peggiore. Sicuramente una società più violenta. I commenti biliosi degli utenti di Facebook e Twitter portano solo bile e veleno nelle vite di chi scrive e di chi legge.”

“La verità è che se ripeti in pubblico le fesserie dette in privato non sei onesto e gli altri ipocriti, sei semplicemente maleducato e in molti casi irresponsabile”

L’aggressività genera violenza, ma se qualcuno dice pubblicamente una immensa e preponderante cazzata, non si ha l’onere (e forse anche l’obbligo) a sottolineare che sia stata detta una cazzata?

Io dico sempre: “se tu hai il sacrosanto diritto di dire qualcosa, non ce l’ho anche io di commentarlo e/o criticarlo?”.
Il problema è a nessuno piace essere criticati, e spesso e volentieri la prima reazione violenta nasce da una critica ricevuta e che non è andata a genio.

Quando invece si parla di maleducazione come nel penultimo paragrafo, allora non si può fare molto. Si ha a che fare che degli emeriti imbecilli.
Teoricamente gli imbecilli vanno ignorati per non dare loro corda, cosa che in questo periodo non è stato fatto, dando loro una importanza ed anche una visibilità inutile!

Oltretutto portando anche ad a far accusare quelli che “nascosti per i loro motivi” non hanno mai fatto campagne denigratorie verso nessuno ma praticato del sano, puro, ironico e divertente cazzeggio.

Insomma, io non ho una chiusura prosaica a questo fiume di parole, come quella che ha fatto Saviano nel suo pezzo, andando a scomodare persino Enzo Tortora ed il concetto di “Calunnia come Omicidio”, perché non è ho l’ardire o qualunque altra qualifica per farlo.

Chiudo solo dicendo che una regolamentazione del mezzo è una cosa utopistica e che l’umana imbecillità è un qualcosa va combattuta ma che porta ad un loop infinito, non cessando essa mai di esistere.

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ORGOGLIO ANONIMO

anonimo-2Da quando Mentana ha “denunciato” la violenza che gli anonimi fanno su Twitter, si è scatenato un mezzo putiferio sul Social Network dell’uccellino blu, a cui ha fatto eco l’articolo di Pierlugi Battista sul Corriere della Sera.
Articolo molto duro e critico, che racconta come ci sia stata una escalation di violenza “verbalmente scritta” nei confronti di quelli che sono i “noti”, siano essi VIP o politici.

Se avete anche voi letto l’articolo citato (e se non l’aveste fatto, fatelo prima di continuare a leggere questo, di articolo) noterete che il “Twitter Anonimo” è dipinto con un essere becero e violento il cui unico scopo è distruggere chi sia noto con qualunque improperio gli possa venire in mente.

Il problema è che Battista non ha torto.

E’ assolutamente vero che molti si rendono irriconoscibili con l’unico scopo di poter insultare gratuitamente sui social, persone che altrimenti non potrebbero mai raggiungere, ma questi sono additabili come dei coglioni.
(e scusate il termine, so che “additabili” è un termine un po’ forte)

IO SONO UN ANONIMO, con i miei motivi per esserlo, con un nome il cui gioco di parole può essere ritenuto volgare per alcuni ed un avatar aggressivo per altri, ma io NON SONO ANONIMO PER INSULTARE.
Personalmente il mio unico scopo è quello di un puro, sano e divertente cazzeggio.

Mi sembra tanto di rivedere l’assioma calcistico “TIFOSO = ULTRà = VIOLENTO”, ma quanti tifosi che hanno il piacere di andare allo stadio posso ritenersi violenti?
Alla stessa maniera un Anonimo Digitale è un violento verbale?
No, non direi.
E’ sempre una piccola percentuale, ma quella che finisce per diventare rumorosa.

E di esempi potrei farne a milioni del genere.
Potrei anche parlare della CRITICAL MASS, quel movimento di ciclisti pacifici che “invadono” le strade di Milano il giovedì notte con le biciclette.
Mi è capitato un paio di volte di trovarmici con la macchina in mezzo, mio malgrado, e di avere a che fare con quelli più esaltati che si son addirittura buttati sul mio veicolo, sputandoci e picchiando contro il finestrino, con facce tese che nemmeno Cujo.
Quindi la Critical Mass è un movimento violento?
No, però ci sono anche qui questi coglioni, che si esaltano e si sentono arroganti ed onnipotenti.

Oltretutto, per supportare la mia teoria di violenza e arroganza comune, basterebbe ricordare il video dell’ “assalto” al ristorante in cui stava cenando Franceschini.

Mentana stesso, in un suo twit prima di abbandonare, ha ammesso che non tutti gli anonimi sono violenti e negativi (ma facendo notare che però tutti gli insulti vengono da anonimi, e non gli si può dar torto), però la sua reazione ha scatenato un moto che ha portato a fare di tutta l’erba un fascio!

Io non sono il solo anonimo che gira il twitter e che non passa il tempo ad insultare, e inviterei chi oramai ne è contro a cercarli e seguirli.
Ma soprattutto a prestare più attenzione e viverlo un po’ di più, twitter, perché forse non hanno idea di QUANTA VIOLENZA VERBALE (bestemmie comprese) giri tra chi ci mette la faccia ed il nome.
(e non sto facendo il bigotto perbenista, che proprio io sarei l’ultimo, né tanto meno mi sto ergendo da un predellino, perché l’unica cosa dalla quale potrei ergermi è dall’alto di un cazzo)

Insomma, tutta sta bagarre contro gli anonimi è solo un fuoco fatuo a cui si sta dando un eco inutile solo per gonfiare le pagine dei giornali.
E potrei chiosare riguardo a tutta questa acredine “digitale” citando Battista stesso quando dice I «ceffi» possono finalmente cantargliela a quelli della «casta», ai politici ladri, ai giornalisti invariabilmente bollati come «venduti», «lecchini», «servi del potere», «pennivendoli», «mercenari», ricalcando alla lettera gli epiteti che risuonano nei blog grillini.” , additando questa massa informe di esseri senza volto come beceri emuli dalla mente labile che voglio copiare, esaltati, chi sta usando termini duri e forti, urlandoli dalla rete.

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#TwitLikeStars – E che il tombino sia con te!

C’è molta gente fica sull’internet, gente che non è VIP e che è seguita ed osannata.
Gente con mille milla followerz..
CHE BELLO!!!!!

Il problema è che dicono delle cose.. ma delle cose.. che per carità, chiunque è libero di dire quello che vuole come vuole e bla bla bla, vvolemose bbene, il sole è alto, le api volano e i mattoni sono in fiori.
Cose che però non puoi veramente trovare il tempo di farlo.
Cose che veramente, se sei uno normale, ti viene da voglia di cavarti gli occhi.
Cose che: “Ma veramente ti stai preoccupando di scrivere questo?”
Ironicamente dico sempre “contano quanti tombini saltano”, ma non è una cosa tanto lontana dalla realtà.

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Chiariamo: Non c’è alcuna invidia nei loro confronti, nei loro numeri o in qualunque altra cosa.
Anche perchè se diventassi veramente così pregherei chiunque mi conosca di abbattermi con un bastone. Ma con i chiodi!

cit2

Analizzando questi fenomeni, non sono riuscito a capire PERCHE’ costoro siano amati o seguiti così.
Entropia? Invidia? Ammirazione?
Cosa spinge migliala di persone a guardare e commentare sprazzi di vita altrui?
Cosa spinge questi (…) a condividere sprazzi di vita propria?!

E’ una domanda che mi pongo da sempre, ma oggi ho detto BASTA!
No, non passo a ValSoia,  ma OGGI (14/05/2013) farò la giornata #TwitLikeStar:
Ovvero scriverò twit emulando i twit di questa gente.
(quindi seguite il TAG)

Suppongo che mi verrà  più la nausea che la gioia.
Suppongo che verrò insultato più che capito per l’ironia della cosa.
Suppongo che verrò seguito da qualche disadattato che penserà che son sincero e che il sole di Bambi splenda su di me.

Ma voglio provarci.. Voglio vedere. Voglio capire.

COME CRISTO FATE?!

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PS: che nessuno dei citati in foto si senta offeso: non li sto prendendo per il culo, ma come esempio di un qualcosa che non mi appartiene proprio e che sto tentando di capire. Alla mia maniera. Ma con sincerità. 


3 modi per avere il successo sul Twitter.

Non mi servono 10 consigli per dirvi 2 cazzate su come avere un po’ più di visibilità sul Twitter.

Già le odio di mio, ma tirano sempre più di un pel.. ehm.. Ma sopratutto, ci si chiede, “Com’è possibile che un’imbecille del genere abbia così tanti seguaci?!”

Me ne bastano 3, evinti da quelli con più più followerz.

1) BE YOURSELF .. che io direi pure “be like an idiot”, scrivendo cose tipo “Cammino per strada e salto i tombini“. La gente adora lo stile Forrest Gump

2) BE LECCACULO .. l’idolatria aiuta dentro e fuori.  Basta entrare nel giro dei “pompini” fatti di RT e sei a cavallo, gli altri inizieranno a ritenerti degno d’attenzione. Quindi inizia a dire “Dio mio, ma tu hai sempre ragione, mamma mia lo stavo pensando anche io” (diranno di odiarlo, ma il loro ego e più grosso di un mausoleo)

3) BE FIGA .. (il solito evergreen). Il Fattore F vince sempre, che tu sia cessa o meno. Sei donna? Butta fuori procacità e vedi come arrivano. Tutti arrapati, ma arrivano. Non importa cosa tu dica, l’importante è che tu la faccia annusare. Quindi scrivere qualcosa tipo “Ho le ovaie in subbuglio“.
E quelle donne che hanno tanti followers per il loro cervello?
Quelli sono i grandi misteri della Scienza che nemmeno grandi scienziati come Albert Einstein ed il dottor Emmet L. Brown son riusciti mai a dimostrare.

Quindi se TU vuoi un piccolo divo del twitter segui questi consigli.

Io No.

(foto from E io ci credo )


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