L’isola


[Pleonastica inutile ridondanza di pensieri inadatti alla lettura perchè già detti da chiunque in mille salse, atte a dimostrare solo una cosa. Che non è la fine di questo scritto.
E poi ammettiamolo. E’ pure un pò palloso]

Il problema è dare troppo peso a ciò che dicono gli altri.

Solo che tutti si riempiono la bocca di questa frase e continuano a comportarsi per una vacua accettazione altrui, ma anche una disapprovazione a sprezzo di ciò in cui non riescono ad essere accettati.
Io stesso divento molesto se particolarmente infastidito da qualcosa di assolutamente accomunante, che trovo personalmente becero (sia esso nell’apparire che nell’essere) ma che mi viene imposta come usanza comune necessaria.
Ma gli stessi “anticonformisti” non fan altro che creare un conformismo nel quale cercare di accettare altri come loro e diventare essi stessi forma di ciò che odiano.

Anche questa è pura e semplice demagogia di un tutto antitetico a tutto antitetico ancor di più a se stesso.

La verità è che ci facciamo tutti una poderosa sega mentale per il solo scopo di non essere soli.
Perchè nessuno vuol essere solo e lo manifesta nelle maniere più disparate (financo psicotiche).

Ma alla fine, possiamo nasconderci, allontare, alzare tutti i muri che vogliamo, ma la torre d’avorio è un rifugio finchè ci son viveri; dopo è necessario scendere a procacciarne altri, per la mente, per lo spirito, per il corpo.

Perchè dite quello che volete, ma tutto questo porta ad un solo unico scopo.

Trovare qualcun’altro.
(che ovviamente ti sputtanerà ancor di più il cervello)


3 responses to “L’isola

  • Pempipot

    Il discorso fila. A parte quando si avvolge su stesso e va a sbattere contro un muro.

    1.
    Se, come giustamente dici tu, questo è stato detto e scritto cento volte, perchè ripeterlo di nuovo? No, non darmi risposte à la twitter, tipo “avevo sonno e troppo tempo libero”. Se lo hai scritto era perchè volevi una reazione di qualche tipo, volevi dirlo agli altri. Il che ci porta al punto due.

    2.
    Davvero gli altri ti sputtanano il cervello e basta? Se così fosse, avrebbe senso cercarli, come facciamo tutti? Comunicare i propri pensieri con il resto del mondo è la più squisita forma di piacere che esista. E lo sai benissimo. Se mischiato a quel piacere c’è un po’ di inevitabile casino… beh, è un rischio, ma vale sempre la pena di correrlo. Perchè di quei “viveri”, come li chiami tu, abbiamo bisogno.

    Uhm.
    Forse ho dato troppo peso alle parole altrui.
    Succede.

  • marzia prou (@MarziettaB)

    stasera i tuoi scritti, il tuo sarcasmo e la tua”spropositatezza” velata mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto sorridere.. mi piace come scrivi.

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