Archivi del mese: novembre 2011

Ci Provo

Io lo giuro.
Ci provo.

Vi leggo, vi seguo, leggo cosa scrivete, cosa cercate di esprimere.
I vostri accanimenti morali, umani, politici, religiosi.
Le vostre incongruenze, gli ossimori.
Ci provo.
Nel cercare di trovare un senso al modo di fare e di essere che tentate disperatamente di esprimere.
Di gente che cerca un qualcosa a cui aggrapparsi, per esprimersi, per trovare il centro di se stesso, ma che finisce solo per ripetere frasi altrui sentite chissà dove.
Di gente che copia e copia e copia e copia, nemmeno ispirandosi a qualcosa, ma solo copiando da altri nessuno.
Innalzando a guru, a guida,a  saggio una persona che al di fuori del recito virtuale, è il penultimo degli stronzi.
(l’ultimo sono io)

Ci provo.
Ma non ci riesco.
E potete chiamarmi anche pazzo, ma continuo a leggervi, sperando di trovare una scintilla prima o poi.


L’isola

[Pleonastica inutile ridondanza di pensieri inadatti alla lettura perchè già detti da chiunque in mille salse, atte a dimostrare solo una cosa. Che non è la fine di questo scritto.
E poi ammettiamolo. E’ pure un pò palloso]

Il problema è dare troppo peso a ciò che dicono gli altri.

Solo che tutti si riempiono la bocca di questa frase e continuano a comportarsi per una vacua accettazione altrui, ma anche una disapprovazione a sprezzo di ciò in cui non riescono ad essere accettati.
Io stesso divento molesto se particolarmente infastidito da qualcosa di assolutamente accomunante, che trovo personalmente becero (sia esso nell’apparire che nell’essere) ma che mi viene imposta come usanza comune necessaria.
Ma gli stessi “anticonformisti” non fan altro che creare un conformismo nel quale cercare di accettare altri come loro e diventare essi stessi forma di ciò che odiano.

Anche questa è pura e semplice demagogia di un tutto antitetico a tutto antitetico ancor di più a se stesso.

La verità è che ci facciamo tutti una poderosa sega mentale per il solo scopo di non essere soli.
Perchè nessuno vuol essere solo e lo manifesta nelle maniere più disparate (financo psicotiche).

Ma alla fine, possiamo nasconderci, allontare, alzare tutti i muri che vogliamo, ma la torre d’avorio è un rifugio finchè ci son viveri; dopo è necessario scendere a procacciarne altri, per la mente, per lo spirito, per il corpo.

Perchè dite quello che volete, ma tutto questo porta ad un solo unico scopo.

Trovare qualcun’altro.
(che ovviamente ti sputtanerà ancor di più il cervello)


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