Sono Steek e ORA MI MOSTRO

Si, sono pronto.

È ora, è il momento.

Devo farlo, non posso più nascondere….

IL CAZZO CHE ME NE FREGA DI DIRVELO.

Ma seriamente ci avete creduto!?

Ma che boccaloni.

Volevo solo attirare la vostra attenzione con un titolo (che fa comunque schifo, come titolo) ma che -se siete qui a leggere- ha comunque attirato la vostra attenzione.

(Questo spiega anche la donna semi svestita come immagine di riferimento, che non ha ALCUN SENSO, ma qualcuno avrà aperto cmq il link)

E SIETE RIMASTI FREGATI.

State perdendo il tempo preziosissimo della vostra domenica a leggere sta minchiata di post.

Come lo perdo spesso io aprendo articoli di testate o di blog di questo o quell’altro tizio che sembra che debbano raccontare chissà cosa di eclatante e invece è un piccolo miserabile accumulo di lettere, caratteri e parole, attuo solo a raccogliere click per poter dire “GUARDA, MI LEGGONO IN TANTI”.
… maledetti social imbonitori .

Effettivamente ora potrei farvi esempi, ma poi mi toccherebbe stare li a discutere e non ne ho voglia, che poi ad avere a che fare con dei portoni mi sentirei portone anche io, o potrei farvi leggere l’articolo da cui mi aspettavo qualcosa di pruriginoso che avrebbe magari innescato qualche nuovo “UH-UH-GATE” che avrebbe fatto tribolare la politica e invece è stato come un rapporto sessuale in cui provi provi provi ma non riesci mai a venire..

Sia chiaro (si metto le mani avanti che qui le querele sono facili come chiedere un caffè al bar), me ne sbatto di chi sia il giornalista o la testata, che ognuno faccia il cazzo che vuole, però se leggo “terremoto tra i vip” e poi non c’è un minimo accenno al mondo vip ma solo di poracci della strada, allora avrò il sacrosanto diritto di lamentarmi, no?!

Che poi volevo anche dire altro ma… s’è liberato il bagno.. ora posso andare a riflettere su cose più importanti!
Ma sapete come si dice “È l’attesa che fa sparare più stronzate”.

PS: alla fine la storia della prostituta milanese di mezza età è pure interessante e il pezzo scritto ben, potrebbero farne un filmettino mediocre…

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THANK YOU FOR (fake)SMOKING

Rubo e modifico il titolo del bellissimo film di Jason Reitman per aprire quello che è un post di getto riguardo al nuovo decreto del Ministro Lorenzin contro le sigarette ed il fumo in generale.

In pratica, oltre il (giusto) divieto di non fumare davanti ai minori o davanti ad ospedali, arrivano anche le regole contro il pacchetto da 10 e quelle aromatizzate che potrebbero esser facilmente (economicamente) reperite dai minori, le prime, e dar l’idea di far meno male, le seconde.
(qui potete leggere l’articolo con più dettagli http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20160120/282127815483971/TextView)

Ora, a parte che tra il pacchetto da 10 o da 20 non cambia niente perchè ora tanto i genitori danno i 5€ come davano la 5000 Lire 10 anni fa, se non di più, quindi pacchetto da 10 o da 20, le reperiscono sempre, quindi togliere le sigarette da 10 mi pare una boiata, ma ancora comprensibile, quella delle aromatizzate non la capisco.
Sono aromatizzate… e sono sigarette… se uno pensa che facciano meno male, è scemo lui!
E perchè penalizzare altri per la “scemitudine” altrui?

Comunque veniamo al punto fondamentale (estratto dall’articolo del Corriere) di questo pezzo ed il perchè mi sia scapicollato per scriverlo di getto:

È il via libera alla sigaretta senza fumo. Non l’elettronica, che già ha conquistato il mercato. Si tratta di un dispositivo diverso al cui interno si inserisce una cartuccia di tabacco lavorato. Scaldandosi, il contenuto evapora e per chi lo aspira, non essendoci combustione, dovrebbero diminuire i danni per la salute.

e poi

Una scadenza molto attesa da Philip Morris che sta costruendo uno stabilimento a Bologna, il cui cantiere è stato inaugurato dal premier Renzi, 600 assunzioni previste, ed è interamente dedicato alla produzione su scala mondiale delle «senza fumo» (e cenere) vendute per ora solo in Giappone e a Milano.

In pratica stanno parlando dell’IQOS, che è un dispositivo in cui si inserisce una micro sigaretta con quello che sembra un normalissimo filtro, e il cui tabacco è a listarelle invece che tritato e che viene scaldato a 400 gradi, senza bruciare, e che da la sensazione di avere del fumo, che non è fumo ma vapore corposo.

Lo so perchè ce l’ho, l’ho provata e non è nemmeno male come strumento se non fosse che:

A) Le micro-sigarette vengono vendute a pacchetti da 20 al costo di 5€, quindi come un pacchetto normale (e di risparmio, manco l’ombra, ma questo di certo non è il tema fondamentale)

B) il gusto non è PER NULLA come quello di una sigaretta normale, e anche se dicono che così si sente il VERO gusto del tabacco, senza la combustione, a me ha sempre dato l’idea di cerali scaldati che non mi ha mai catturato.
Erano sicuramente meglio quelle al mentolo!
Ma secondo il decreto dovrebbero sparire, no?

C) il fatto che fosse “limitato” a 14 tiri E BASTA mi lasciava un senso di insoddisfazione

Ora, NON FRAINTENDETEMI, non voglio parlare male del prodotto di Philip Morris, di cui sono sempre stato “sostenitore” nel mio tabagismo e che comunque ritengo valido, altrimenti non l’avrei comprato, e riprenderei a comprare se cambiassero il gusto del tabacco (ma come ho già detto, mi sa che non si potrà), PERO’ il fatto che non vengano citate ANCHE le sigarette elettroniche come “meno nocive” e quindi legittimate all’uso (quasi) indiscriminato, ma solo quelle a marchio Marlboro per non andare contro lo stabilimento aperto a Bologna, ma sopratutto per gli introiti che ne deriveranno dalla perdita dei pacchetti da 10, e coperto da quello delle ricariche IQOS (che per logiche di mercato ci sta tutto)… mi stranisce

Mi stranisce perchè  alla fine la sigaretta elettronica a liquidi non è così diversa da quella col sistema di riscaldamento, come nocività o come fastidio “per il prossimo” quindi non capisco perchè non equipararle.

Ah, già.
Che scemo..
Perchè chi realizza i dispositivi e i liquidi non fanno parte di una antica lobby centenaria.
Già già già

Proprio come viene fatto vedere nel film citato nel titolo del post, la Lobby ha la sua vittoria.

VOGLIO FARE ANCHE IO IL LOBBISTA.

Ma sopratutto voglio poter fumare le mie sigarette “non fastidiose” in santa pace.

EDIT: pensando ancora alla questione, mi è venuto in mente che tutto questo dovrebbe essere fatto per la saluta dei cittadini…. 

ALLORA PERCHÉ le tasse sulla sanità vengono sempre aumentate e visite che prima erano gratuite, diventano poi a pagamento e per curarsi diventa sempre un calvario? 

Però va bene dai, adesso nessuno sentirà odori strani nel fumo delle sigarette… -.-

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L’AMORE secondo STEEK

Tutti si lamentano per e dell’amore.

Twitter, oltre ad essere una cava di disagio, è un florilegio di cuori infranti.

Gente che frigna, che si piange addosso, che s’incazza, che ricorda, che smadonna.
Gente che sogna, che vuole il principe azzurro o la principessa Peach.
Gente che vuol farsi una sveltina e si iscrive a Twitter perchè Badoo è troppo da maniaci e Tinder non ha ancora capito come usarlo oltre che nel raggio da 2 a 200km nessuno/a se l’è cagata/o di pezza.

Indistintamente da tutto questo c’è gente che soffre per amore e arriva la fase magica del “Voglio qualcosa di Easy”.

Ora, la maggior parte di quelli che sono arrivati fino a qui a leggere, avranno già tradotto nella propria mente la parola “easy” con “SCOPAREEEE”, che non è del tutto sbagliato ma non è nemmeno del tutto vero: “Easy” è “sciolto”, ovvero quella interazione senza impegno alcuno ma con (eventualmente-per lei-/possibilmente-per lui-) del sesso in mezzo.
“Sciolto” è quella cosa che una persona usa per “voglio stare sola/o, ma voglio anche le coccoline e l’attenzione di qualcuno/a e dare anche le mie attenzioni, ma senza dover fare tutte quelle cose che si dovrebbero fare in una coppia”.

So perfettamente che starete sbuffando convinti di sapere tutto questo, e che di certo io sono solo l’ennesimo stronzo di passaggio che si erge dall’alto di un cazzo (adoro usare efficaci francesismi), a parlare d’amore e rapporti, ma non mi interessa insegnare niente.

Quello che (stranamente) mi va di fare è di condividere quella che è la “Ricetta Secondo Steek”.

INNANZI TUTTO

La cosa EASY:
La  cosa sciolta consta di quella interazione che va dal 1 a 3 incontri.
In questo arco di tempo che non si calcola in ore, giorni o settimane, ma proprio in “uscite”, si riesce bene o male a capire chi si abbia davanti e che reazione ci susciti.
Alle volte bastano 10 minuti, alle volte 4 settimane, ma si arriva a capire se la reazione che abbiamo è in testa, tra le gambe, entrambe le cose o nessuna di questa.

DOPO QUESTO allora si arriva al trivio

FREQUENTAZIONE: Hai capito che ti piace, allora la vuoi conoscere, vuoi sapere cosa pensa, come pensa, cosa mangia, come respira, e perchè cazzo non riesci a smettere di pensarci e quindi la vorresti sentire, scriverle, avere un contatto sistematico di botta e risposta di messaggini e telefonate e vedervi tutte le sere, MA NO, no, calmati, respira, che poi sembra che t’accolli e allora fingi di essere rilassato e tranquillo come nulla fosse mentre intanto guardi il telefono e bestemmi in lingue a te sconosciute perchè il telefono non squilla e pensi se lei sia così interessata come sei tu… e vai in paranoia pensando se anche lei possa pensarti.
Però se ti chiedono qualcosa fai il superiore e dici “ma no figurati, che mi frega, ci stiamo solo vedendo”, ma oramai capisci anche tu che hai intrapreso una strada che ti mancava e che in fondo volevi.
EPILOGO: ..se son rose fioriranno e il bello di una frequentazione è proprio questo, il non sapere come andrà.
Se andrà bene starete insieme; quanto? Ma che cazzo ne so io!
Tanto uno dei 2 scazza sempre. Ci sarà la gelosia, la paura di quello/a che la guarda e dei messaggini che arrivano sul whatsapp e i “chi ti scrive? fa vedere il telefono” che manderà tutto a puttane, perchè tutti a loro modo son vittime di ferite del passato e solo in pochi sanno azzerare tutto con le persone che hanno di fronte.

Però, cristo benedetto, provateci, perchè per un po’ sarà tutto bello.
Ed è bello quando è bello.

SCOPAMICIZIA: Lei/Lui non è male, non così tanto da frequentarti ma diciamo che riesci a tollerare la sua presenza e la sua voce.
L’idea di uscirci non ti crea quella repellenza perchè tanto non si tratta di un appuntamento ma di vedere una persona amica, con la quale riesci a ridere, scherzare.
Detta così parrebbe che potrebbe esserci un futuro, ma no, dentro di te sai che fondamentalmente non te ne frega niente, se non da sentire quando sei triste e solo/a o quando hai voglia di essere titillato/a.
Si, è vero, detta così è usare una persona, ma la cosa è reciproca e vicendevole e vi sta bene così, anche per quanto detto prima è vero!
Veramente non ti da fastidio la sua presenza, anche nel tuo letto, ma questo non cambia che poi ognuno a casa propria.
EPILOGO: Uno dei 2 non regge la situazione perchè si prende più che bene. Ok il sesso, ok le uscite, ma state bene insieme.. quindi perchè non provarci? Semplice, perchè l’altro, ok si, magari s’è anche affezionato, però di fondo, fotte sega..
E quindi si finisce nella fatidica..

FRIENDZONE: “Non sei tu, sono io che non sono alla tua altezza, cioè, tu veramente sei una bella persona speciale ma io non sono fatto per te! Non posso darti quello che vuoi, non saprei nemmeno come fare. Però dai, restiamo amici, perchè una persona come te non può non far parte della mia vita” che tradotto vuol dire “Scusa ma per te non provo niente”.
Perchè non dirlo così allora? Perchè chi avrebbe voglia di sentirsi conficcare una spada nel cuore?
Ma quando sentite queste parole, SCAPPATE.
E se siete voi a dirle, lasciate scappare.

Come dite?
Non sto dicendo niente di nuovo?!
Guardate il titolo; si parla “d’amore” e l’amore è un concetto che viene sviscerato da millenni senza arrivare a niente.
Shakespeare ci ha provato ma erano tutte tragedie in cui tutti morivano (e parliamo delle cose più realistiche), Hollywood ne parla ma mette gli happy ending che la mente umana ha bisogno perchè tanto di bastonate nelle gengive se ne prendo tante nella vita reale.

Ma l’Amore quindi, secondo Steek, che cos’è?

È quello che che è anche per voi.
Quel momento di pace, in cui non senti alcun peso sul cuore, in cui senti di poterti fidare di chi hai accanto e del mondo in generale.
Che è raro da trovare.
Ancor più raro da tenere.

Quella cosa che tanto prima o poi accadrà
O ri-accadrà.

Quando c’è, godetene.

E se non ci fosse l’amore, FATE IL CAZZO CHE VI PARE E GODETEVI COMUNQUE QUELLO CHE AVETE, fosse anche solo una sveltina ogni tanto con una incontrata per caso.

Amore secondo steek

 


Tutti siamo dei coglioni.

La cosa più VERA e SINCERA che abbia sentito mai dire sull’internet e al mondo.

Buon anno a tutti.


SPECTRE spectre delle mie brame…

BAH.

Questo è stata la sensazione alla fine dell’ultimo 007.

E si che io sono tra quelli che ha apprezzato e supportato la versione Daniel Craig di James Bond sin dalla sua prima apparizione.

Senza stare qui a fare troppi spoiler, lasciatemi dire che….

Già partiamo male con la canzone d’apertura.

Sam Smith: ma chi è Sam Smith?

Una Adele al maschile che fa vocalizzi in falsetto risultando solo noioserrimo allo stadio più avanzato.
Canzone piatta, bondiana come lo può essere un negroni sbagliato e ti scaraventa come una esplosione direttamente allo sbadiglio.
Ma sopratutto dopo PEZZONI come Another Way To Die di Jack White e Skyfall di Adele (che le è valso anche un Oscar), sta canzuncella da filmettino romantico tendente al dramma?!

Vabbè, lasciamo perdere anche se mi è rimasto l’amaro in bocca.

Il film è lungo, ma come oramai è standard che sia; se è meno di due ore e mezza allora è una robettina da cassetta e non da cinema.

Solo che, boh, mi sento per tutto il tempo come fossi in aeroplano, al momento del decollo, quella spinta che ti tiene incollato al sedile, ma senza mai staccarsi da terra.

Per dire: l’inseguimento in macchina a Roma.
Non mi ha dato molta adrenalina, qualche risatina con le gag, ma non c’è stato nessun brivido del caso.
Non come all’inizio di Quantum Of Solace (mi pare, e sempre ambientato sulle strade italiane).

Però ok, questo è l’ultimo capitolo, si tirano le fila di tutto e si capisce come bene o male tutti i film siano collegati, persino Skyfall che pareva a se stante nella continuity; però questo è solo un dettaglio, non di poco conto, ma un dettaglio.

Non c’è pathos, ed è abbastanza semplicistico nelle risoluzioni, un po’ come lo era nel 62 Sean Connery in certe situazioni.
Ma li erano gli anni 60, ci poteva anche stare (come ci stavano le sessistissime pacche sul culo alle ragazze dicendo “vai bella va..”).
E mi va anche bene che questo capitolo si aggancia al Connery-Mood di James Bond, però allora tutta quella storia che l’hanno delineato in maniera simile ma diversa?!

Non posso dire che non mi sia piaciuto e che non lo rivedrei, è Bond-Craig e lo rivedrò di certo, ma come “finale di serie” mi ha fatto lo stesso effetto di un palloncino che gonfiato e gonfiato e gonfiato scappa via perdendo tutta l’aria.

Sarà stato che Sam Mendes non lo voleva fare e l’hanno convinto per poi dire dopo la fine delle riprese che non ne farà un altro?!
Vogliamo dire che l’ha fatto un po’ scoglionato?!

Anche i giornalisti americano l’hanno un po’ stroncato questo nuovo capitolo, per non parlare del bond-pre-craig Pierce Brosnam che l’ha massacrato.

Avrei voglia di dare un sacco di dettagli, ma non mi va di rovinare le eventuali sorprese a chi ancora dovesse vederlo.

Comunque, per concludere, pare che questo sia stata la fine anche per Craig come Agente 007, e quindi parte il TOTO-007 sul prossimo attore;
si susseguono voci che potrebbe esserci una candidatura di Idris Elba, e se fosse ha il mio voto.
Ce lo vedo come Bond.

CineSteek, chiude.

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Scrivo cose, faccio boh

Adoro quando metto dei titoli accattivanti che la gente li possa vedere e dire “madonna che titolo di merda, sta cosa non mi attira per nulla, non mi viene proprio voglia di leggerlo, però fammi vedere cosa diavolo potrebbe dire uno con un titolo così idiota”.

Poi legge e capisce di aver ragione, ma intanto TAAAC una visualizzazione l’ha data… e magari sotto sotto un po’ s’è innamorata, anche se è convinta (a ragione) di aver perso tempo.

E ritorna.. ma anche no.. perchè chi volete che si ricordi tutti i blog in cui si va a leggere, sempre che si faccia ancora, senza una notifica attua a ricordarci che c’è qualcosa di nuovo?

Tanto Google Reader è morto…
Un Twit? Ce lo si perde..
Una notifica? E che è? un instant messenger?

Fuochino…

Alla fine, tu che stai leggendo, hai capito cosa volessi dire?
Della perdita di tempo?
Della fidelizzazione?
Del cazzo che me ne frega?!

NIENTE di tutto questo!
(no, beh, forse della vastità del CCMF un pochino si)

Solo dire che oltre al Twitter, qualche mio delirio osceno comparirà anche sul Telegram.

Così… senza motivo…  tanto per dire.

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ITALIA: Land of “Finalmente anche noi abbiamo il nostro hashtag social-sociale”

FORSE anche noi abbiamo la nostra social “primavera araba”.

No, non stiamo per innescare una rivolta armata, ma finalmente anche in italia c’è un tag che sta unendo tutto e tutti (quasi, perchè al momento in cui sto scrivendo, di alte sfere politiche, non ne ho viste usare l’hashtag di cui andremo a parlare a breve).

#Messinasenzacqua è il # che da ieri si è fatto largo, praticamente in tutte le TimeLine (TL) del twitter di chiunque (o quasi).

Il fatto è grave: Messina è da 6 giorni senz’acqua.

Non è mio compito o volontà entrare nei meriti socio-politici-metereologici-territoriali-etc della questione, ma di certo che se ne faccia eco sui social, e che i giornali rilancino la cosa, è fondamentale per puntare più di un faro sulla questione.

Guardo un attimo ad altro, ad un aspetto che forse non molti hanno notato, ma che i giornali stanno già cavalcando a modo loro.

FINALMENTE ANCHE NOI ITALIANI ABBIAMO IL NOSTRO HASHTAG DI LOTTA SOCIALE.

Sono ANNI che aspettavamo di “unirci” come popolo, su un tema importante, che risvegliasse le coscienze e potesse fare veramente qualcosa.

Anni fa ci abbiamo provato con #ItalianRevolution, per copiare la #SpanishRevolution in atto proprio quei giorni che portò in strada milioni di spagnoli in tutte le città, a far sentire la voce del popolo contro il loro governo a causa della crisi economica che stava iniziando a colpire l’europa.
La riprova la possiamo avere con articoli dell’epoca.
PECCATO PERÒ che, essendo una mera copia e non essendoci quel sentimentalismo nazional-popolare che ci accomuna, mentre a Madrid scesero in 18 Milioni, in Italia, a Roma, si riunirono scarse poche centinaia…. le altre città manco le contarono.
Anzi penso che chi andò in piazza, capendo di essere quattro gatti sparuti, fecero pure finta di non vedersi.
È altresì vero che guardando ora il tag spagnolo ha perso il suo senso di “lotta” e viene usato per ogni futilità, ma direi che la cosa sia fisiologica.
Oltretutto ricordiamoci che la #SpanishRevolution nacque sull’onda di quanto stava succedendo a New York, a Zuccotti Park.

Per fare un riassunto:

L’America ha avuto #OccupyWallStreet, con i suoi sit-in, i suoi gesti con le mani, la reazione della polizia, il suo parco Zuccotti (io parchi son fondamentali, come vedremo).
Oltretutto, questo ha creato anche la moda di dire “Occupy ogni cosa” screditando anche l’intento “rivoluzionario” della cosa, ma un po’ ci hanno pensato i media a screditarlo, un po’ si sono screditati da soli.
(consiglio di guardare la seconda stagione di The Newsroom, in cui si parla -anche- proprio di come la notizia sia montata e poi sgonfiata da un punto di vista giornalistico)

La Spagna, la #SpanishRevolution

La Turchia, #GeziPark.
E qui un capitolo si potrebbe aprire a parte, di come (già per l’egitto in precedenza), lo strumento social sia diventato VERAMENTE uno strumento di rivoluzione portando gente a mettere in atto vere e proprie rimostranze contro il proprio governo fino a sfociare a lotte “fisiche” e non solo “non violente”.
In Egitto son riusciti a far cadere un governo, in Turchia no, ma l’hanno messo seriamente in difficoltà.
La polizia in Turchia è intervenuta duramente con le armi.
I governi (sia egiziano che turco) hanno chiuso i ponti telefonici per “abbattere” l’internet ed evitare che la gente riuscisse a comunicare.
Qui si che son riusciti a fare una RIVOLUZIONE.

Non dimentichiamo la Francia, col suo #JeSuisCharlie, per i fatti accaduti nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdoo.
Ma qui è stato tanto rivoluzionario (ha portato in poche ore centinaia di migliaia di persone in piazza a Parigi), ma da un punto di vista italico (e intendo, di come sia stato usato in italia), si può notare anche leggendo i più recenti twit come sia stato usato solo “schierarsi per moda”, un mero modo per apparire.

Se ce ne siano stati altri, non me ne vengono in mente, ma questi sono “temporalmente” quelli più famosi che hanno monopolizzato internet per mesi, nelle varie stagioni, degli ultimi 3/4 anni.

E arriviamo al più recente, e tutto nostro, #Messinasenzacqua.

Come ho detto più su, già in giornali ne hanno iniziato a parlare, di come la rete si fosse mobilitata, ma il loro punto di vista era (come al solito ormai) non sul caso in se, ma sul fatto che stesse diventando un trending topic.
Come a dire “non so di cosa si parli, ma se ne parla tutto l’internet è notizia e noi diciamo che ne parla l’internet”.
Ma vabbè, non staremo qui a far le pulci sulla cosa, perchè l’importante è che la notizia abbia cassa di risonanza.
Per una volta il fine giustifica il (pessimo) mezzo.

Oltretutto prima ho detto che non abbiamo un vero spirito nazional-popolare che ci unisca, e forse ho sbagliato, perchè per tutta domenica e pure lunedì, con eco a martedì, TUTTA L’ITALIA ERA SCHIERATA CON VALENTINO ROSSI, per il suo “scontro” con Marquez durante la gara, l’appoggio dello spagnolo, la ginocchiata dell’italiano, la penalizzazione, bla bla bla…..
Comunque, per 3 giorni abbondanti #IoStoConVale è stato l’ hashtag che reso l’Italia una nazione unita.
Politici, da ogni schieramento, attori, cantanti, giornalisti, (notare che non ho usato la parola artisti, perchè non ce ne sono), gente dello sport, dello spettacolo, imbianchini, giornalai, tramvieri, spazzini, piccioni.. insomma TUTTI.. a favore, sull’internet, di Valentino Rossi.

Non succedeva dai mondiali, credo.

Ma ora c’è il caso di Messina, un caso che tocca le persone da vicino, che tocca i bisogni basilari VERI della gente.
Qualcosa che sembra finalmente unirci in qualcosa di importante.

L’hashtag che l’Italia finalmente aspettava per dire ANCHE NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA PARTENDO DAI SOCIAL.

Ho solo una paura: che la cosa si sgonfi troppo presto e passi di moda, prima di ottenere dei risultati veri.
Come ci son stati nelle altre nazioni, con gli altri hashtag.

Whos-afraid-of-twitter


Anche Steek scrive cose di fantasia

A parte i miei sempre inutilmente ed orribilmente osceni titoli che non attirerebbero nemmeno un cieco che ha sbagliato a leggere in braille, devo ammettere che quanto dice il titolo è la pura, vera ed inquietante verità.

PREMESSA: la colpa è tutta di Aura Conte, scrittrice pubblicata, che ha avuto la malsana idea di tirarmi in mezzo all’idea di una “scrittura collettiva” di un racconto collettivo a tema horror sul sito 20Lines.
LINES… all’inglese.. come LINEE… che lo so che avete subito pensato a “lines” come assorbenti, che io non sono icaro e le ali non le ho.

Comunque, funziona così: Aura ha scritto il primo pezzo, l’incipt, del racconto “LA FORESTA” (cliccate e leggete, non siate timidi) e poi gente si accoda scrivere come va avanti la storia.
A me è toccata la terza parte  (ma solo perchè Gina mi ha battuto sul tempo obbligandomi a rifare quella che era la mia seconda parte).

MA ORA VIENE IL BELLO: come il titolo stesso del sito, il pezzo di racconto da pubblicare deve essere lungo massimo 20 linee, cosa che non avevo MINIMAMENTE preso in considerazione, lasciando quindi allo stato brado la mia immaginazione, e scrivendone praticamente il DOPPIO.
Ovviamente ho dovuto sfrondare un sacco di cose (a mio modestissimo parere) fighissime che avrebbero aiutato, chi sarebbe arrivato dopo di me, a visualizzare meglio gli avvenimenti.

OLTRETUTTO quel sito barbino di 20Lines ha deciso che gli sto sulle palle (lo so, non è l’unico, ma almeno lui l’ha dichiarato) impedendomi di pubblicare a mio nome e l’ha dovuto fare la paziente Aura che penso che abbia la sacrosanta voglia di darmi un pugno, ma che con grande dolcezza ha detto di preferire la versione lunga a quella corta e sfrondata obbligati a pubblicare.

ECCO PERCHE’ ora, io, qui, per voi, miei amati hutzini (dehehiho), pubblicherò io mio pezzo di racconto in tutta la sua limitata magnificenza.

PERCHE’ NESSUNO METTE STEEK IN UN ANGOLO.

Consiglio: per capire bene, leggetevi le prime due parti, QUI.

Dovevo essere svenuta di nuovo perché mi risvegliai appesa a testa in giù, per le caviglie. Come una preda.
Come una fottutissima preda.
A CHE GIOCO STAVAMO GIOCANDO.
Ero terrorizzata e questo terrore mi bloccava; oltretutto sentivo qualcosa scivolarmi in faccia, qualcosa di liquido.
Dischiusi appena le labbra e con la punta della lingua sentii subito quell’inconfondibile sensazione metallica che solo il sangue sa dare.
Non che sia una vampira che beve sangue abitualmente ma, hey, chi non si è mai morso un labbro in vita sua.

Il cuore mi batteva sempre più forte.
“Come diavolo ci sono arrivata qui? Chi era quel maledetto bambino? Da dove arriva questo dannato sangue” la mia mente continuava a domandarsi come in un loop infinito, e con le poche energie che mi sentivo, provai ad alzare la testa per capire l’origine del sangue.

Come avevo fatto a farmi questa ferita sul fianco?
Sembrava profonda ma curata, o per lo meno non stava più sanguinando ma era chiaramente fresca.
Avrebbe dovuto farmi male, ma niente. Come fosse stata anestetizzata.
“CHI DIAVOLO MI HA CURATO?!
COME CAZZO CI SONO ARRIVATA QUI?!” era il pensiero che più mi terrorizzava.

Maledizione.
Ci mancava che iniziasse a piovere; lo diceva Aigor di “Frankestein Jr” che sarebbe potuto andare peggio, ma non pensavo potesse aver ragione.
Almeno la pioggia iniziò ad attenuare quell’odore nauseabondo.
Il freddo diventò insopportabile, ma tutta quella tensione non riusciva nemmeno a farmi tremare.
Muovendo lo sguardo, nonostante fossi al contrario, finalmente capii cosa stesse puzzando così forte e vidi una carcassa di quello che sembrava essere un cervo mezzo mangiato e putrefatto.
Sicuramente da degli animali.
Spero.
“Dio mio, come l’hanno sembrato male” a stento trattenni un conato.

Di nuovo. QUEL RUMORE.

Mi bloccai, fingendomi svenuta, tentando ogni tanto di aprire gli occhi, ma la vista era offuscata dal sangue e dall’acqua che mi colavano sopra.

Sembrava essere una figura umana, eretta, anche se accovacciandosi sul cadavere del cervo inizio a sembrare più un orso.
Sentii il rumore di ossa rotte e carne lacerata e strappata da morsi.
Un orso, sicuro, ma un orso come avrebbe potuto legarmi così.
E poi, improvvisamente, una voce roca: “Lo so che sei sveglia”.

 


Signs? È No.

Non risponde? È No.
Vedremo/Vediamo? È No.
Ti chiama solo se ha bisogno? È No.
Non siete mai soli? È No.
Non risponde dopo il primo messaggio? È No.
Ti dice che deve mettersi a dieta quando lo/la inviti a bere e/o mangiare? È No.
Risponde solo e non scrive mai per primo? È No. (di @chiusaperferie)
Usa il cellulare continuamente quando uscite? È No. (di @chiusaperferie)
Ti racconta appena ti conosce la sua sofferenza per il suo ultimo amore? È No. (di @chiusaperferie)
Ti/lo/la invita/i fuori ma per un motivo o per l’altro non c’è? È No.
Siete amici? È No.
Non c’è comunicazione verbale? È No.
“Oh ma sentiamoci”. È No.

È No? È No.
What else? È No.

(potrei anche continuare.. ma mi sono rotto.. se ne avete anche voi, metteteli nei commenti.)

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