Razzismi Marsupiali

Mettiamola così, a parte il titolo schifoso che ho dato a questo post il tema è GRAVE.

Ritorna in auge il discorso che il marsupio sia antiestetico.
(se volete scoprire perchè, fatelo da voi che questo non è un giornale e non ho obblighi di cronaca giornalistica)

Insomma, il tema è sempre lo stesso: L’uomo col marsupio fa schifo, è osceno.. e non parliamo di quello col borsello.

Però, perchè la donna può avere borse che vanno da quelle piccole come fazzoletti sporchi a quelle grandi come sacchi neri dell’immondizia, stracolme di cose (per loro ovviamente) vitali, per le quali OLTRETUTTO si lamentano di continuo “E NON CI STA PIU’ NIENTE DENTRO” e se poi provi solo a dire “togli qualcosa?” parte una intifada violenta al grido di “SEI PAZZO?! MI SERVE TUTTO QUELLO CHE PORTO”, che mi aspetto che se dovesse un giorno perdersi (la donna in generale) nel deserto del Sahara o al polo nord, nella borsa abbia parimenti branchi di cammelli o slitte con mute di cani, più ovviamente tutto ciò che sia adeguato al sostentamento di almeno un gruppo di 3 persone.

Mentre l’uomo, il maschio, quello che dovrebbe essere pronto (secondo la femmina) a risolvere ogni situazione in ogni modo e con ogni mezzo (E PER CHI CAZZO CI AVETE PRESO, MacGyver?!) ha solo 2 tasche striminzite di jeans che meglio stretti che larghi perchè se no so brutti, quindi ancora più strette, in cui dovrebbero starci:
-CHIAVI
-PORTAFOGLI
-TELEFONO
-COSE DI PRIMA NECESSITA’ (un pacchetto di fazzoletti, per caso… per non parlare di quando non hai i goldoni con te, che.. vabbè, quella è un’altra storia)
Più, secondo LORO:
-Grimaldelli
-Crick
-Materiale di primo soccorso e di Ostetricia.
-Una pompa da bicicletta
-Lanciafiamme
-Strumenti per il giardinaggio e/o l’edilizia
-Un fiore (perchè che uomo sei se non hai un fiore in tasca per farle na sorpresa)

MA NO, non puoi mettere tutto nelle tasche altrimenti si rigonfiano e sono antiestetiche e poi sembra che abbia le palle gonfie.

E non è che sembra,  SONO GONFIE.

Però SIA MAI a mettere un marsupio.

Dopo questo penserete che io usi il marsupio?
No, non lo uso, ma solo perchè lo trovo scomodo..
Già il borsello lo trovo più accettabile, se non temessi di dimenticarlo ovunque.

Io preferisco infilarmi tutto nelle tasche e sembrare un Elephant Man pieno di bozzi sul corpo.
Ho tutto su di me, me lo sento addosso. AWWW.

E quando mi fanno notare che le tasche gonfie non sono belle da vedersi, rispondo loro che le mie tasche sono piene del CAZZO CHE ME NE FREGA del loro pensiero.

E ora su, via, levatevi dalle palle e andate ad imbustare qualcosa.

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Uno #Sticazzi per i vostri cari estinti.

Mi hanno chiesto come possa aver detto una cosa del genere. 

Mi hanno accusato di voler fare quello sempre “contro”.

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Ma guardiamoci un attimo in faccia e diciamoci una cosa: 

Se già ce ne fottesega dei figli, matrimoni, cani o cose simili, che vi ostinate a pubblicare sui social CONVINTI che la gente ne goda (e qualcuno purtroppo c’è, chiaramente con dei problemi ma c’è), cosa minchia ce ne potrebbe fregare dei vostri morti? 

Ora, non fraintendetemi, è ovvio che se un amico mi venga a dire che gli è morto un parente stretto, io possa provare dispiacere per lui e per il dolore che ha dentro…..

…ma poi ci sono quelli che devono buttarlo sull’internet. 

Ok ok ok, è sempre la solita questione, ognuno fa il cazzo che vuole e bla bla bla… si si si .. la libertà di parola.. bla bla bla.. “fatti una vita e non rompere le palle agli altri”.. bla bla bla.. 

Però, che cazzo, hai un dolore così grande e la prima cosa che ti viene in mente di fare è condividerlo con una marea di estranei?!

Ok, benissimo, può essere una valvola di sfogo, come lo è bere fino a svenire o scoparsi ogni cosa che respira.
Ognuno affronta il dolore a suo modo. 

Ma poi il modo…. poetico.. infinitico, petalosico..
Tramonti con frasi “te che eri il centro del mio mondo, la mia roccia, il mio unico appiglio..”, per cosa?
Qualche like in più? 

Perché alla fine, anche se lo negherete con tutte le vostre forze, E’ PER QUELLO CHE LO FATE. 

LIKE, CUORI E FOLLOWERS.
Altrimenti perchè?
E perchè su più piattaforme?

Ma visto che, come al solito si da in pasto un pezzo di privato al pubblico, allora pubblicamente #STICAZZI! 

Sticazzi che ti è morta la mamma
Sticazzi che ti è morto il cane
Sticazzi che ti manca la nonna morta

Guardate, fate più bella figura a comprarveli, i followers. 

PS: questo sarebbe un post perfetto per il 2 novembre.. ma mi è venuto così adesso, ispirato da VOI, miei cari amabili inutili lettori, che avete disagi grossi come case, e ne fate i vostri punti di forza.
Come li ho anche io.. ma ne sono geloso e me li tocco nel mio privato.
i miei disagi.. 

OHHH SIIII


Giudici #XF10: tra BAH, BOH e un CHI?!

XFactor è l’unico talent (italico) che seguo, e che commento ogni tanto sul twitter se non ho meglio da fare.
Quindi quando escono delle news, l’occhio mi casca semi interessato.
L’ultima è quella dei giudici nuovi.
Ne ho parlato ampiamente sul canale TELEGRAM di Steek, ma ve lo ripropongo qui, giusto perchè non posto da tanto.

Sono usciti i nuovi giudici di #XFactor o #XF10.
Ora, lo so che accendo la solita fiera del #cazzochemenefrega, ma 2 parole ho voglia di spendercele perché ho tempo da perdere.
Forse.

Innanzi tutto, prima di rivelare i nuovi nomi:
Se ne vanno #MIKA, #ELIO e #SKIN.

Su SKIN mi verrebbe da dire che ha ritrovato la ragione, o comunque spero che il girare con gli Skunk Anansie le abbia fatto ritrovare la voglia di #ROCK, perché tutto questo glitterame televisivo italiota, la faceva sembrare un pesce fuor d’acqua.
O forse s’è solo rotta le pelle di avere una persona nell’orecchio che le dicesse cosa dire in italiano (che ha me ha messo sempre il dubbio che non fossero pensieri suoi, come una novella Ambra di Non È La Rai).
(Anche se sono stati al Primo Maggio che mi hanno lasciato tra il “finalmente musica” e il “ma che ci fanno lì?”)

Per MIKA mi dispiace.
Alla fine dava quello sguardo un po’ internazionale che faceva uscire dal loop sub-italiota della musica italiana vista e sentita negli ultimi anni.

ELIO, sarà una grande mancanza.
Almeno uno definibile VERAMENTE ARTISTA ci sarebbe dovuto essere.
E invece.

Resta #FEDEZ, che l’orecchio c’è l’ha, che pensa al marketing, ma in 2 edizioni mi son trovato più a chiedermi “ma che minchia sta combinando con loro?” che a stupirmi in positivo.
Ma magari il suo è un disegno più grande, inconcepibile a noi plebei musicali.

MA PARLIAMO DEI NUOVI.

Torna #ARISA, che col suo “SEI FALSA SIMONA” ha vinto tutto, anche il nobel, e qualunque cosa ha fatto, faccia e farà, la ameremo solo per quella frase.

E le New Entry:

MANUEL #AGNELLI degli #AFTERHOURS, che personalmente non mi hanno mai fatto impazzire come musica e testi, ma gli riconosco che almeno hanno provato (e riuscito) a uscire dai soliti canoni della musica italiana, rimestando un po’ le cose.
Grazie a dio.
Poi togliamo che sembrerà perennemente di vedere Severious Piton (o il fratello minore di Renatone Zero) ma dalla regia mi dicono che quando parla Sto arrivando!, e ci riserverà della sorprese.

Ultimo è ALVARO #SOLER.
……….
Chi?

Insomma, non so quanto ci divertiremo con sto #XF10…
Ma i colpi di testa di #MORGAN mancano sempre.

cisvlvkxaaaiapa


Sono Steek e ORA MI MOSTRO

Si, sono pronto.

È ora, è il momento.

Devo farlo, non posso più nascondere….

IL CAZZO CHE ME NE FREGA DI DIRVELO.

Ma seriamente ci avete creduto!?

Ma che boccaloni.

Volevo solo attirare la vostra attenzione con un titolo (che fa comunque schifo, come titolo) ma che -se siete qui a leggere- ha comunque attirato la vostra attenzione.

(Questo spiega anche la donna semi svestita come immagine di riferimento, che non ha ALCUN SENSO, ma qualcuno avrà aperto cmq il link)

E SIETE RIMASTI FREGATI.

State perdendo il tempo preziosissimo della vostra domenica a leggere sta minchiata di post.

Come lo perdo spesso io aprendo articoli di testate o di blog di questo o quell’altro tizio che sembra che debbano raccontare chissà cosa di eclatante e invece è un piccolo miserabile accumulo di lettere, caratteri e parole, attuo solo a raccogliere click per poter dire “GUARDA, MI LEGGONO IN TANTI”.
… maledetti social imbonitori .

Effettivamente ora potrei farvi esempi, ma poi mi toccherebbe stare li a discutere e non ne ho voglia, che poi ad avere a che fare con dei portoni mi sentirei portone anche io, o potrei farvi leggere l’articolo da cui mi aspettavo qualcosa di pruriginoso che avrebbe magari innescato qualche nuovo “UH-UH-GATE” che avrebbe fatto tribolare la politica e invece è stato come un rapporto sessuale in cui provi provi provi ma non riesci mai a venire..

Sia chiaro (si metto le mani avanti che qui le querele sono facili come chiedere un caffè al bar), me ne sbatto di chi sia il giornalista o la testata, che ognuno faccia il cazzo che vuole, però se leggo “terremoto tra i vip” e poi non c’è un minimo accenno al mondo vip ma solo di poracci della strada, allora avrò il sacrosanto diritto di lamentarmi, no?!

Che poi volevo anche dire altro ma… s’è liberato il bagno.. ora posso andare a riflettere su cose più importanti!
Ma sapete come si dice “È l’attesa che fa sparare più stronzate”.

PS: alla fine la storia della prostituta milanese di mezza età è pure interessante e il pezzo scritto ben, potrebbero farne un filmettino mediocre…

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THANK YOU FOR (fake)SMOKING

Rubo e modifico il titolo del bellissimo film di Jason Reitman per aprire quello che è un post di getto riguardo al nuovo decreto del Ministro Lorenzin contro le sigarette ed il fumo in generale.

In pratica, oltre il (giusto) divieto di non fumare davanti ai minori o davanti ad ospedali, arrivano anche le regole contro il pacchetto da 10 e quelle aromatizzate che potrebbero esser facilmente (economicamente) reperite dai minori, le prime, e dar l’idea di far meno male, le seconde.
(qui potete leggere l’articolo con più dettagli http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20160120/282127815483971/TextView)

Ora, a parte che tra il pacchetto da 10 o da 20 non cambia niente perchè ora tanto i genitori danno i 5€ come davano la 5000 Lire 10 anni fa, se non di più, quindi pacchetto da 10 o da 20, le reperiscono sempre, quindi togliere le sigarette da 10 mi pare una boiata, ma ancora comprensibile, quella delle aromatizzate non la capisco.
Sono aromatizzate… e sono sigarette… se uno pensa che facciano meno male, è scemo lui!
E perchè penalizzare altri per la “scemitudine” altrui?

Comunque veniamo al punto fondamentale (estratto dall’articolo del Corriere) di questo pezzo ed il perchè mi sia scapicollato per scriverlo di getto:

È il via libera alla sigaretta senza fumo. Non l’elettronica, che già ha conquistato il mercato. Si tratta di un dispositivo diverso al cui interno si inserisce una cartuccia di tabacco lavorato. Scaldandosi, il contenuto evapora e per chi lo aspira, non essendoci combustione, dovrebbero diminuire i danni per la salute.

e poi

Una scadenza molto attesa da Philip Morris che sta costruendo uno stabilimento a Bologna, il cui cantiere è stato inaugurato dal premier Renzi, 600 assunzioni previste, ed è interamente dedicato alla produzione su scala mondiale delle «senza fumo» (e cenere) vendute per ora solo in Giappone e a Milano.

In pratica stanno parlando dell’IQOS, che è un dispositivo in cui si inserisce una micro sigaretta con quello che sembra un normalissimo filtro, e il cui tabacco è a listarelle invece che tritato e che viene scaldato a 400 gradi, senza bruciare, e che da la sensazione di avere del fumo, che non è fumo ma vapore corposo.

Lo so perchè ce l’ho, l’ho provata e non è nemmeno male come strumento se non fosse che:

A) Le micro-sigarette vengono vendute a pacchetti da 20 al costo di 5€, quindi come un pacchetto normale (e di risparmio, manco l’ombra, ma questo di certo non è il tema fondamentale)

B) il gusto non è PER NULLA come quello di una sigaretta normale, e anche se dicono che così si sente il VERO gusto del tabacco, senza la combustione, a me ha sempre dato l’idea di cerali scaldati che non mi ha mai catturato.
Erano sicuramente meglio quelle al mentolo!
Ma secondo il decreto dovrebbero sparire, no?

C) il fatto che fosse “limitato” a 14 tiri E BASTA mi lasciava un senso di insoddisfazione

Ora, NON FRAINTENDETEMI, non voglio parlare male del prodotto di Philip Morris, di cui sono sempre stato “sostenitore” nel mio tabagismo e che comunque ritengo valido, altrimenti non l’avrei comprato, e riprenderei a comprare se cambiassero il gusto del tabacco (ma come ho già detto, mi sa che non si potrà), PERO’ il fatto che non vengano citate ANCHE le sigarette elettroniche come “meno nocive” e quindi legittimate all’uso (quasi) indiscriminato, ma solo quelle a marchio Marlboro per non andare contro lo stabilimento aperto a Bologna, ma sopratutto per gli introiti che ne deriveranno dalla perdita dei pacchetti da 10, e coperto da quello delle ricariche IQOS (che per logiche di mercato ci sta tutto)… mi stranisce

Mi stranisce perchè  alla fine la sigaretta elettronica a liquidi non è così diversa da quella col sistema di riscaldamento, come nocività o come fastidio “per il prossimo” quindi non capisco perchè non equipararle.

Ah, già.
Che scemo..
Perchè chi realizza i dispositivi e i liquidi non fanno parte di una antica lobby centenaria.
Già già già

Proprio come viene fatto vedere nel film citato nel titolo del post, la Lobby ha la sua vittoria.

VOGLIO FARE ANCHE IO IL LOBBISTA.

Ma sopratutto voglio poter fumare le mie sigarette “non fastidiose” in santa pace.

EDIT: pensando ancora alla questione, mi è venuto in mente che tutto questo dovrebbe essere fatto per la saluta dei cittadini…. 

ALLORA PERCHÉ le tasse sulla sanità vengono sempre aumentate e visite che prima erano gratuite, diventano poi a pagamento e per curarsi diventa sempre un calvario? 

Però va bene dai, adesso nessuno sentirà odori strani nel fumo delle sigarette… -.-

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L’AMORE secondo STEEK

Tutti si lamentano per e dell’amore.

Twitter, oltre ad essere una cava di disagio, è un florilegio di cuori infranti.

Gente che frigna, che si piange addosso, che s’incazza, che ricorda, che smadonna.
Gente che sogna, che vuole il principe azzurro o la principessa Peach.
Gente che vuol farsi una sveltina e si iscrive a Twitter perchè Badoo è troppo da maniaci e Tinder non ha ancora capito come usarlo oltre che nel raggio da 2 a 200km nessuno/a se l’è cagata/o di pezza.

Indistintamente da tutto questo c’è gente che soffre per amore e arriva la fase magica del “Voglio qualcosa di Easy”.

Ora, la maggior parte di quelli che sono arrivati fino a qui a leggere, avranno già tradotto nella propria mente la parola “easy” con “SCOPAREEEE”, che non è del tutto sbagliato ma non è nemmeno del tutto vero: “Easy” è “sciolto”, ovvero quella interazione senza impegno alcuno ma con (eventualmente-per lei-/possibilmente-per lui-) del sesso in mezzo.
“Sciolto” è quella cosa che una persona usa per “voglio stare sola/o, ma voglio anche le coccoline e l’attenzione di qualcuno/a e dare anche le mie attenzioni, ma senza dover fare tutte quelle cose che si dovrebbero fare in una coppia”.

So perfettamente che starete sbuffando convinti di sapere tutto questo, e che di certo io sono solo l’ennesimo stronzo di passaggio che si erge dall’alto di un cazzo (adoro usare efficaci francesismi), a parlare d’amore e rapporti, ma non mi interessa insegnare niente.

Quello che (stranamente) mi va di fare è di condividere quella che è la “Ricetta Secondo Steek”.

INNANZI TUTTO

La cosa EASY:
La  cosa sciolta consta di quella interazione che va dal 1 a 3 incontri.
In questo arco di tempo che non si calcola in ore, giorni o settimane, ma proprio in “uscite”, si riesce bene o male a capire chi si abbia davanti e che reazione ci susciti.
Alle volte bastano 10 minuti, alle volte 4 settimane, ma si arriva a capire se la reazione che abbiamo è in testa, tra le gambe, entrambe le cose o nessuna di questa.

DOPO QUESTO allora si arriva al trivio

FREQUENTAZIONE: Hai capito che ti piace, allora la vuoi conoscere, vuoi sapere cosa pensa, come pensa, cosa mangia, come respira, e perchè cazzo non riesci a smettere di pensarci e quindi la vorresti sentire, scriverle, avere un contatto sistematico di botta e risposta di messaggini e telefonate e vedervi tutte le sere, MA NO, no, calmati, respira, che poi sembra che t’accolli e allora fingi di essere rilassato e tranquillo come nulla fosse mentre intanto guardi il telefono e bestemmi in lingue a te sconosciute perchè il telefono non squilla e pensi se lei sia così interessata come sei tu… e vai in paranoia pensando se anche lei possa pensarti.
Però se ti chiedono qualcosa fai il superiore e dici “ma no figurati, che mi frega, ci stiamo solo vedendo”, ma oramai capisci anche tu che hai intrapreso una strada che ti mancava e che in fondo volevi.
EPILOGO: ..se son rose fioriranno e il bello di una frequentazione è proprio questo, il non sapere come andrà.
Se andrà bene starete insieme; quanto? Ma che cazzo ne so io!
Tanto uno dei 2 scazza sempre. Ci sarà la gelosia, la paura di quello/a che la guarda e dei messaggini che arrivano sul whatsapp e i “chi ti scrive? fa vedere il telefono” che manderà tutto a puttane, perchè tutti a loro modo son vittime di ferite del passato e solo in pochi sanno azzerare tutto con le persone che hanno di fronte.

Però, cristo benedetto, provateci, perchè per un po’ sarà tutto bello.
Ed è bello quando è bello.

SCOPAMICIZIA: Lei/Lui non è male, non così tanto da frequentarti ma diciamo che riesci a tollerare la sua presenza e la sua voce.
L’idea di uscirci non ti crea quella repellenza perchè tanto non si tratta di un appuntamento ma di vedere una persona amica, con la quale riesci a ridere, scherzare.
Detta così parrebbe che potrebbe esserci un futuro, ma no, dentro di te sai che fondamentalmente non te ne frega niente, se non da sentire quando sei triste e solo/a o quando hai voglia di essere titillato/a.
Si, è vero, detta così è usare una persona, ma la cosa è reciproca e vicendevole e vi sta bene così, anche per quanto detto prima è vero!
Veramente non ti da fastidio la sua presenza, anche nel tuo letto, ma questo non cambia che poi ognuno a casa propria.
EPILOGO: Uno dei 2 non regge la situazione perchè si prende più che bene. Ok il sesso, ok le uscite, ma state bene insieme.. quindi perchè non provarci? Semplice, perchè l’altro, ok si, magari s’è anche affezionato, però di fondo, fotte sega..
E quindi si finisce nella fatidica..

FRIENDZONE: “Non sei tu, sono io che non sono alla tua altezza, cioè, tu veramente sei una bella persona speciale ma io non sono fatto per te! Non posso darti quello che vuoi, non saprei nemmeno come fare. Però dai, restiamo amici, perchè una persona come te non può non far parte della mia vita” che tradotto vuol dire “Scusa ma per te non provo niente”.
Perchè non dirlo così allora? Perchè chi avrebbe voglia di sentirsi conficcare una spada nel cuore?
Ma quando sentite queste parole, SCAPPATE.
E se siete voi a dirle, lasciate scappare.

Come dite?
Non sto dicendo niente di nuovo?!
Guardate il titolo; si parla “d’amore” e l’amore è un concetto che viene sviscerato da millenni senza arrivare a niente.
Shakespeare ci ha provato ma erano tutte tragedie in cui tutti morivano (e parliamo delle cose più realistiche), Hollywood ne parla ma mette gli happy ending che la mente umana ha bisogno perchè tanto di bastonate nelle gengive se ne prendo tante nella vita reale.

Ma l’Amore quindi, secondo Steek, che cos’è?

È quello che che è anche per voi.
Quel momento di pace, in cui non senti alcun peso sul cuore, in cui senti di poterti fidare di chi hai accanto e del mondo in generale.
Che è raro da trovare.
Ancor più raro da tenere.

Quella cosa che tanto prima o poi accadrà
O ri-accadrà.

Quando c’è, godetene.

E se non ci fosse l’amore, FATE IL CAZZO CHE VI PARE E GODETEVI COMUNQUE QUELLO CHE AVETE, fosse anche solo una sveltina ogni tanto con una incontrata per caso.

Amore secondo steek

 


Tutti siamo dei coglioni.

La cosa più VERA e SINCERA che abbia sentito mai dire sull’internet e al mondo.

Buon anno a tutti.


SPECTRE spectre delle mie brame…

BAH.

Questo è stata la sensazione alla fine dell’ultimo 007.

E si che io sono tra quelli che ha apprezzato e supportato la versione Daniel Craig di James Bond sin dalla sua prima apparizione.

Senza stare qui a fare troppi spoiler, lasciatemi dire che….

Già partiamo male con la canzone d’apertura.

Sam Smith: ma chi è Sam Smith?

Una Adele al maschile che fa vocalizzi in falsetto risultando solo noioserrimo allo stadio più avanzato.
Canzone piatta, bondiana come lo può essere un negroni sbagliato e ti scaraventa come una esplosione direttamente allo sbadiglio.
Ma sopratutto dopo PEZZONI come Another Way To Die di Jack White e Skyfall di Adele (che le è valso anche un Oscar), sta canzuncella da filmettino romantico tendente al dramma?!

Vabbè, lasciamo perdere anche se mi è rimasto l’amaro in bocca.

Il film è lungo, ma come oramai è standard che sia; se è meno di due ore e mezza allora è una robettina da cassetta e non da cinema.

Solo che, boh, mi sento per tutto il tempo come fossi in aeroplano, al momento del decollo, quella spinta che ti tiene incollato al sedile, ma senza mai staccarsi da terra.

Per dire: l’inseguimento in macchina a Roma.
Non mi ha dato molta adrenalina, qualche risatina con le gag, ma non c’è stato nessun brivido del caso.
Non come all’inizio di Quantum Of Solace (mi pare, e sempre ambientato sulle strade italiane).

Però ok, questo è l’ultimo capitolo, si tirano le fila di tutto e si capisce come bene o male tutti i film siano collegati, persino Skyfall che pareva a se stante nella continuity; però questo è solo un dettaglio, non di poco conto, ma un dettaglio.

Non c’è pathos, ed è abbastanza semplicistico nelle risoluzioni, un po’ come lo era nel 62 Sean Connery in certe situazioni.
Ma li erano gli anni 60, ci poteva anche stare (come ci stavano le sessistissime pacche sul culo alle ragazze dicendo “vai bella va..”).
E mi va anche bene che questo capitolo si aggancia al Connery-Mood di James Bond, però allora tutta quella storia che l’hanno delineato in maniera simile ma diversa?!

Non posso dire che non mi sia piaciuto e che non lo rivedrei, è Bond-Craig e lo rivedrò di certo, ma come “finale di serie” mi ha fatto lo stesso effetto di un palloncino che gonfiato e gonfiato e gonfiato scappa via perdendo tutta l’aria.

Sarà stato che Sam Mendes non lo voleva fare e l’hanno convinto per poi dire dopo la fine delle riprese che non ne farà un altro?!
Vogliamo dire che l’ha fatto un po’ scoglionato?!

Anche i giornalisti americano l’hanno un po’ stroncato questo nuovo capitolo, per non parlare del bond-pre-craig Pierce Brosnam che l’ha massacrato.

Avrei voglia di dare un sacco di dettagli, ma non mi va di rovinare le eventuali sorprese a chi ancora dovesse vederlo.

Comunque, per concludere, pare che questo sia stata la fine anche per Craig come Agente 007, e quindi parte il TOTO-007 sul prossimo attore;
si susseguono voci che potrebbe esserci una candidatura di Idris Elba, e se fosse ha il mio voto.
Ce lo vedo come Bond.

CineSteek, chiude.

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Scrivo cose, faccio boh

Adoro quando metto dei titoli accattivanti che la gente li possa vedere e dire “madonna che titolo di merda, sta cosa non mi attira per nulla, non mi viene proprio voglia di leggerlo, però fammi vedere cosa diavolo potrebbe dire uno con un titolo così idiota”.

Poi legge e capisce di aver ragione, ma intanto TAAAC una visualizzazione l’ha data… e magari sotto sotto un po’ s’è innamorata, anche se è convinta (a ragione) di aver perso tempo.

E ritorna.. ma anche no.. perchè chi volete che si ricordi tutti i blog in cui si va a leggere, sempre che si faccia ancora, senza una notifica attua a ricordarci che c’è qualcosa di nuovo?

Tanto Google Reader è morto…
Un Twit? Ce lo si perde..
Una notifica? E che è? un instant messenger?

Fuochino…

Alla fine, tu che stai leggendo, hai capito cosa volessi dire?
Della perdita di tempo?
Della fidelizzazione?
Del cazzo che me ne frega?!

NIENTE di tutto questo!
(no, beh, forse della vastità del CCMF un pochino si)

Solo dire che oltre al Twitter, qualche mio delirio osceno comparirà anche sul Telegram.

Così… senza motivo…  tanto per dire.

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ITALIA: Land of “Finalmente anche noi abbiamo il nostro hashtag social-sociale”

FORSE anche noi abbiamo la nostra social “primavera araba”.

No, non stiamo per innescare una rivolta armata, ma finalmente anche in italia c’è un tag che sta unendo tutto e tutti (quasi, perchè al momento in cui sto scrivendo, di alte sfere politiche, non ne ho viste usare l’hashtag di cui andremo a parlare a breve).

#Messinasenzacqua è il # che da ieri si è fatto largo, praticamente in tutte le TimeLine (TL) del twitter di chiunque (o quasi).

Il fatto è grave: Messina è da 6 giorni senz’acqua.

Non è mio compito o volontà entrare nei meriti socio-politici-metereologici-territoriali-etc della questione, ma di certo che se ne faccia eco sui social, e che i giornali rilancino la cosa, è fondamentale per puntare più di un faro sulla questione.

Guardo un attimo ad altro, ad un aspetto che forse non molti hanno notato, ma che i giornali stanno già cavalcando a modo loro.

FINALMENTE ANCHE NOI ITALIANI ABBIAMO IL NOSTRO HASHTAG DI LOTTA SOCIALE.

Sono ANNI che aspettavamo di “unirci” come popolo, su un tema importante, che risvegliasse le coscienze e potesse fare veramente qualcosa.

Anni fa ci abbiamo provato con #ItalianRevolution, per copiare la #SpanishRevolution in atto proprio quei giorni che portò in strada milioni di spagnoli in tutte le città, a far sentire la voce del popolo contro il loro governo a causa della crisi economica che stava iniziando a colpire l’europa.
La riprova la possiamo avere con articoli dell’epoca.
PECCATO PERÒ che, essendo una mera copia e non essendoci quel sentimentalismo nazional-popolare che ci accomuna, mentre a Madrid scesero in 18 Milioni, in Italia, a Roma, si riunirono scarse poche centinaia…. le altre città manco le contarono.
Anzi penso che chi andò in piazza, capendo di essere quattro gatti sparuti, fecero pure finta di non vedersi.
È altresì vero che guardando ora il tag spagnolo ha perso il suo senso di “lotta” e viene usato per ogni futilità, ma direi che la cosa sia fisiologica.
Oltretutto ricordiamoci che la #SpanishRevolution nacque sull’onda di quanto stava succedendo a New York, a Zuccotti Park.

Per fare un riassunto:

L’America ha avuto #OccupyWallStreet, con i suoi sit-in, i suoi gesti con le mani, la reazione della polizia, il suo parco Zuccotti (io parchi son fondamentali, come vedremo).
Oltretutto, questo ha creato anche la moda di dire “Occupy ogni cosa” screditando anche l’intento “rivoluzionario” della cosa, ma un po’ ci hanno pensato i media a screditarlo, un po’ si sono screditati da soli.
(consiglio di guardare la seconda stagione di The Newsroom, in cui si parla -anche- proprio di come la notizia sia montata e poi sgonfiata da un punto di vista giornalistico)

La Spagna, la #SpanishRevolution

La Turchia, #GeziPark.
E qui un capitolo si potrebbe aprire a parte, di come (già per l’egitto in precedenza), lo strumento social sia diventato VERAMENTE uno strumento di rivoluzione portando gente a mettere in atto vere e proprie rimostranze contro il proprio governo fino a sfociare a lotte “fisiche” e non solo “non violente”.
In Egitto son riusciti a far cadere un governo, in Turchia no, ma l’hanno messo seriamente in difficoltà.
La polizia in Turchia è intervenuta duramente con le armi.
I governi (sia egiziano che turco) hanno chiuso i ponti telefonici per “abbattere” l’internet ed evitare che la gente riuscisse a comunicare.
Qui si che son riusciti a fare una RIVOLUZIONE.

Non dimentichiamo la Francia, col suo #JeSuisCharlie, per i fatti accaduti nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdoo.
Ma qui è stato tanto rivoluzionario (ha portato in poche ore centinaia di migliaia di persone in piazza a Parigi), ma da un punto di vista italico (e intendo, di come sia stato usato in italia), si può notare anche leggendo i più recenti twit come sia stato usato solo “schierarsi per moda”, un mero modo per apparire.

Se ce ne siano stati altri, non me ne vengono in mente, ma questi sono “temporalmente” quelli più famosi che hanno monopolizzato internet per mesi, nelle varie stagioni, degli ultimi 3/4 anni.

E arriviamo al più recente, e tutto nostro, #Messinasenzacqua.

Come ho detto più su, già in giornali ne hanno iniziato a parlare, di come la rete si fosse mobilitata, ma il loro punto di vista era (come al solito ormai) non sul caso in se, ma sul fatto che stesse diventando un trending topic.
Come a dire “non so di cosa si parli, ma se ne parla tutto l’internet è notizia e noi diciamo che ne parla l’internet”.
Ma vabbè, non staremo qui a far le pulci sulla cosa, perchè l’importante è che la notizia abbia cassa di risonanza.
Per una volta il fine giustifica il (pessimo) mezzo.

Oltretutto prima ho detto che non abbiamo un vero spirito nazional-popolare che ci unisca, e forse ho sbagliato, perchè per tutta domenica e pure lunedì, con eco a martedì, TUTTA L’ITALIA ERA SCHIERATA CON VALENTINO ROSSI, per il suo “scontro” con Marquez durante la gara, l’appoggio dello spagnolo, la ginocchiata dell’italiano, la penalizzazione, bla bla bla…..
Comunque, per 3 giorni abbondanti #IoStoConVale è stato l’ hashtag che reso l’Italia una nazione unita.
Politici, da ogni schieramento, attori, cantanti, giornalisti, (notare che non ho usato la parola artisti, perchè non ce ne sono), gente dello sport, dello spettacolo, imbianchini, giornalai, tramvieri, spazzini, piccioni.. insomma TUTTI.. a favore, sull’internet, di Valentino Rossi.

Non succedeva dai mondiali, credo.

Ma ora c’è il caso di Messina, un caso che tocca le persone da vicino, che tocca i bisogni basilari VERI della gente.
Qualcosa che sembra finalmente unirci in qualcosa di importante.

L’hashtag che l’Italia finalmente aspettava per dire ANCHE NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA PARTENDO DAI SOCIAL.

Ho solo una paura: che la cosa si sgonfi troppo presto e passi di moda, prima di ottenere dei risultati veri.
Come ci son stati nelle altre nazioni, con gli altri hashtag.

Whos-afraid-of-twitter


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